Venezuela, 11enne salvato dopo 3 giorni sotto le macerie

 

Caracas, 28 Giugno 2026 – Un segnale di speranza emerge tra le macerie del Venezuela devastato dai terremoti: un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo a Caraballeda, nel nord del Paese, a tre giorni dalle scosse che hanno distrutto intere aree. A darne notizia è stata la presidente ad interim Delcy Rodriguez, che sui social ha scritto: «In questo momento, ogni vita è fonte di speranza per il Venezuela», condividendo anche il video del salvataggio.

Il ritrovamento del bambino rappresenta un raro momento di sollievo in un contesto drammatico, dove le operazioni di ricerca continuano senza sosta tra difficoltà logistiche e carenza di mezzi.

Bilancio in aumento e nuove scosse

Il bilancio delle vittime continua a salire: si contano almeno 1.430 morti e oltre 50mila dispersi. Tra le vittime figurano anche tre italo-venezuelani. È stato inoltre ritrovato il corpo senza vita della donna di origini siciliane inizialmente dispersa. Accanto alla tragedia, si registrano anche altri salvataggi: un neonato di appena 18 giorni è stato tratto in salvo dopo 32 ore sotto le macerie di un edificio crollato.

Nel frattempo, una nuova scossa di magnitudo 4.9 ha colpito il centro del Venezuela, con epicentro nello Stato di Aragua. Il sisma è stato avvertito anche a Caracas e in diverse altre Regioni, alimentando ulteriormente la paura tra la popolazione.

Soccorsi in difficoltà e proteste

Le operazioni di soccorso procedono in condizioni estremamente critiche. In molte aree si scava ancora a mani nude, mentre gli ospedali risultano al collasso.

A più di 48 ore dai terremoti, l’opposizione denuncia gravi ritardi negli interventi. Juan Pablo Guanipa ha segnalato la mancanza di attrezzature adeguate, soprattutto nello Stato di La Guaira. In un video diffuso online, il figlio Ramón ha lanciato un appello urgente: «Esortiamo gli organismi statali e i Governi stranieri a inviare squadre di ricerca e rimozione macerie per chi è ancora intrappolato».

Diverse testimonianze raccolte sul campo raccontano di cittadini esasperati, che hanno tentato di fermare mezzi pesanti per dirottarli verso le zone più colpite. «Abbiamo gente viva sotto le macerie, ci servono grandi macchinari», ha gridato una donna a Catia La Mar.

Mobilitazione internazionale

Prosegue la gara di solidarietà internazionale. Circa 100 soccorritori coordinati dalla Protezione civile italiana sono arrivati a Caracas per supportare le operazioni. Gli Usa hanno annunciato l’invio di una squadra composta da oltre 250 persone, tra cui vigili del fuoco, medici, ingegneri e unità cinofile con 18 cani addestrati. Le squadre, partite da diverse città statunitensi, trasportano oltre 90 tonnellate di attrezzature.

Washington ha inoltre disposto lo schieramento di navi da guerra, aerei ed elicotteri, oltre allo stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti. A Caracas è giunto anche il maggiore generale dei Marines Kevin Jarrard per coordinare le operazioni.

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