Ue valuta stretta su ucraini in età di leva

 

Bruxelles, 26 Giugno 2026 – La Commissione europea ha proposto di escludere gli uomini ucraini in età di leva dal regime di protezione temporanea dell’Unione, pur prevedendo al contempo una proroga del programma fino a marzo 2028. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare le capacità militari di Kiev in un contesto ancora segnato dal conflitto con la Russia.

La misura arriva in risposta alle pressioni esercitate da diversi Stati membri, che chiedono un irrigidimento delle norme. Tra le motivazioni indicate, le difficoltà di integrazione nei Paesi ospitanti e la necessità, per l’Ucraina, di disporre di un numero maggiore di personale militare.

Il sostegno di Kiev e il contesto della legge marziale

La proposta della Commissione trova il sostegno del Governo ucraino. Attualmente, infatti, la legge marziale in vigore nel Paese impedisce alla maggior parte degli uomini dai 23 anni in su di lasciare il territorio nazionale. Nonostante queste restrizioni, negli ultimi anni alcuni cittadini ucraini in età da leva sono riusciti ad attraversare illegalmente le frontiere, ottenendo successivamente la protezione temporanea in diversi Stati membri dell’Unione europea. «La nostra proposta tiene conto dell’evoluzione delle esigenze di difesa dell’Ucraina», ha dichiarato il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner.

Secondo le stime disponibili, gli uomini adulti rappresentano il 26,6% dei rifugiati ucraini presenti in Europa. Tuttavia, non esistono dati precisi su quanti di loro siano effettivamente in età militare o su quanti siano arrivati attraverso percorsi irregolari. I dati forniti da Frontex indicano che nel corso dell’anno quasi mille persone hanno attraversato illegalmente la frontiera ucraina verso l’Unione europea, mentre nel 2025 i casi registrati sono stati oltre 10mila.

Alcuni Paesi stanno già valutando misure analoghe. La Danimarca, ad esempio, ha proposto di limitare il rilascio dei permessi di soggiorno agli uomini ucraini tra i 23 e i 60 anni, concedendoli solo a coloro che possono dimostrare di essere esentati dal servizio militare.

Proroga della protezione e iter decisionale

Il regime di protezione temporanea, introdotto dopo l’invasione russa del 2022, ha consentito a oltre quattro milioni di ucraini di vivere e lavorare nei Paesi dell’Unione europea senza dover presentare domanda di asilo.

La Commissione ha ora proposto di estendere questa misura fino a marzo 2028. Secondo fonti europee, le persone che hanno già ottenuto la protezione non perderanno il loro status, indipendentemente dall’età. La proposta dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione europea a maggioranza qualificata: servirà il voto favorevole di almeno 15 dei 27 Stati membri, rappresentanti almeno il 65% della popolazione complessiva dell’Unione.

Parallelamente, la Commissione ha avanzato l’ipotesi di un programma di rimpatrio volontario destinato agli ucraini residenti in Europa che intendano fare ritorno nel proprio Paese.

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