Caracas, 26 Giugno 2026 – È di almeno 235 morti e 4.300 feriti il bilancio provvisorio del violento terremoto che ha colpito il Venezuela. A comunicarlo è stato il ministro della Salute, Carlos Alvarado, mentre proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nelle aree più colpite.
Tra le macerie emergono anche storie di sopravvivenza: un neonato estratto vivo da un edificio crollato a La Guaira. Mentre una donna è stata salvata a Chacao 24 ore dopo le scosse, entrambe di magnitudo superiore a 7.
Caracas e La Guaira in ginocchio
Il sisma ha colpito duramente la Capitale Caracas e, in modo ancora più devastante, la zona costiera dello Stato de La Guaira. Il Paese appare profondamente segnato, con intere aree urbane ridotte in macerie. Secondo le stime più recenti, circa 40mila persone risultano ancora disperse.
Le immagini che arrivano dalle zone colpite mostrano scenari simili a quelli di un conflitto: edifici crollati, strutture sventrate e incendi causati da fughe di gas. La popolazione, sotto shock, si aggira tra le rovine alla ricerca dei propri cari.
«Tutto ci stava cadendo addosso. I televisori erano a terra. Sembrava un film horror. È durato tantissimo, circa due minuti», ha raccontato una residente di una delle aree occidentali di Caracas, tra le più colpite. «Il boato è stato terrificante», ha aggiunto una vicina.
Nel frattempo, la rete dei trasporti e delle comunicazioni è gravemente compromessa: ponti lesionati, aeroporto chiuso e collegamenti interrotti rendono difficile l’arrivo degli aiuti.
Farnesina: una vittima italo-venezuelana
In serata, la Farnesina ha confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira. «Stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono», ha dichiarato il capo dell’Unità di Crisi, Nicola Minardi, aggiungendo che sono in corso verifiche su diversi italiani.
Stato di emergenza e aiuti internazionali
La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza in diretta televisiva, annunciando la chiusura di scuole e tribunali e invitando la popolazione alla calma e all’unità nazionale. Tutto il personale sanitario è stato mobilitato per fronteggiare l’emergenza.
La risposta internazionale è stata immediata: aiuti umanitari e squadre di soccorso sono arrivati da numerosi Paesi, dagli Stati Uniti all’Unione europea, che ha attivato il meccanismo di Protezione civile. Anche l’Fmi ha stanziato 200 milioni di dollari per la ricostruzione.
In risposta alla crisi, il Tesoro statunitense ha annunciato la sospensione fino al 23 ottobre di alcune sanzioni, al fine di consentire le transazioni legate agli aiuti umanitari per il Venezuela.