Concluso il primo round di negoziati Usa-Iran

Roma, 22 Giugno 2026 – Si è concluso in un climacostruttivo e positivoil primo round dei colloqui ad alto livello tra Usa e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente, tenutosi in Svizzera in queste ore. A confermarlo i mediatori del Pakistan e del Qatar che sottolineano come le due delegazioni abbiano avanzato l’idea di istituire un canale di comunicazione permanente, una “unità di gestione dei conflitti”, per evitare futuri incidenti garantendo così un transito sicuro per le navi nello Stretto di Hormuz.

Inoltre Usa e Iran avrebbero anche messo a punto una roadmap per giungere a un accordo definitivo entro 60 giorni.

Araghchi: «Fatti progressi»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi concorda con i mediatori evidenziando i progressi raggiunti nei primo colloqui Usa-Iran sottolineando come «l’instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano» e che per quanto riguarda l’Iran, ha parlato di «deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici». Sbloccati inoltre alcuni beni congelati e avviato un piano per la ricostruzione dopo la fine delle ostilità e lo sviluppo della Regione.

Anche il vicepresidente Usa JD Vance ha parlato in tono positivo dei negoziati lasciando intendere che Washington guarda a questi negoziati come a una occasione per ridefinire il proprio ruolo nella Regione. Ha inoltre ringraziato il presidente statunitense Donald Trump che a suo dire «ha creato le condizioni» per poter affrontare i punti salienti degli accordi, ponendo l’accento sul non voler «tornare a fare le cose alla vecchia maniera», affermazione che suona come uno spiraglio di apertura verso nuovi equilibri.

Nuovo attacco di Trump

Mentre i negoziati Usa e Iran erano in corso, da Camp David, Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento all’Iran: «Se non fermate Hezbollah in Libano e nonriaprite Hormuz, non avrete più un Paese dove tornare». Parole dure che non hanno avuto conseguenze sui negoziati, ma avevano suscitato l’immediata risposta dell’Iran che invita Trump alla cautela poiché «il nostro esercito» – sostengono – «è pronto a rispondere». Il Tycoon inoltre è tornato ad attaccare l’Italia, con un post su Truth nel quale afferma che “dopo i trilioni di dollari spesi per la Nato, l’Italia e il suo primo ministro non prenderebbero nemmeno in considerazione di essere coinvolti contro la Repubblica Islamica dell’Iran e la sua gravissima minaccia nucleare”.

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