Milano, 20 Giugno 2026 – A pochi giorni dall’avvio dei saldi estivi, cambia una delle regole che disciplinano gli acquisti online in Italia. Dal 19 giugno 2026 è entrata infatti in vigore il cosiddetto “pulsante di recesso“, il nuovo strumento previsto dal Codice del Consumo che consente ai clienti di esercitare il diritto di ripensamento tramite una funzione dedicata su siti e app di e-commerce.
La novità deriva dal recepimento della direttiva Ue 2023/2673 ed è stata introdotta con il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo. L’obiettivo del legislatore europeo è rendere il recesso semplice e immediato quanto l’acquisto online, rafforzando trasparenza e tutela del consumatore.
Nuovi obblighi per le imprese
Per le aziende del commercio elettronico si apre però una fase di adeguamento tecnologico e organizzativo. Secondo Aicel, l’Associazione italiana commercio elettronico, la finalità della norma è condivisibile, ma restano perplessità sulla sua utilità concreta e sulla proporzionalità degli obblighi, soprattutto per le piccole e medie imprese.
Il presidente Andrea Spedale sottolinea: «L’intento della norma va nella direzione di una maggiore trasparenza del mercato digitale e di una maggiore fiducia verso il commercio elettronico. Tuttavia, rischia di trasformarsi nell’ennesimo adempimento formale per i merchant senza generare un reale valore aggiunto per i consumatori».
I nodi operativi e le criticità
Tra gli aspetti più delicati segnalati da Aicel c’è il meccanismo automatico previsto dalla nuova disciplina. La conferma automatica del recesso potrebbe infatti generare criticità interpretative e operative nei casi in cui il venditore debba verificare la reale applicabilità del diritto o eventuali esclusioni previste dalla legge.
L’Associazione evidenzia inoltre come la norma sembri modellata sulle grandi piattaforme digitali, mentre il tessuto dell’e–commerce italiano è composto in larga parte da Pmi, con strutture tecnologiche e processi diversi. In molti casi, inoltre, non è richiesta la registrazione dell’utente e i dati personali vengono conservati solo per il tempo necessario all’esecuzione del contratto. Spedale aggiunge: «La disciplina del pulsante di recesso nasce in un contesto normativo originariamente pensato soprattutto per servizi finanziari. Nel commercio elettronico indiretto la realtà è spesso diversa e l’applicazione concreta della norma potrebbe risultare più complessa di quanto appaia».
«Il rischio» – conclude Spedale – «è quello di introdurre regole che finiscono per gravare sulle imprese senza incidere concretamente sulla tutela del consumatore. Sarà il mercato a dimostrare se questo strumento produrrà benefici reali».