Albania, proteste contro il resort di Kushner

 

Tirana, 14 Giugno 2026 – Da quattordici giorni migliaia di cittadini scendono in piazza a Tirana per protestare contro un progetto turistico da circa 4,6 miliardi di dollari, previsto in un’area costiera protetta sull’Adriatico. Il piano, legato a un investimento di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, prevede la costruzione di un complesso alberghiero su un’isola disabitata e lungo il tratto di costa adiacente.

L’area interessata, tra Narta e Zvernec, è considerata uno degli ecosistemi costieri più rilevanti del Mediterraneo. Ospita fenicotteri, tartarughe marine, foche monache e oltre 200 specie di uccelli migratori. I manifestanti, riuniti ogni sera nel centro della Capitale e anche a Valona, sventolano sagome e gonfiabili rosa, simbolo della protesta ribattezzata «rivoluzione dei fenicotteri».

Ambiente, sviluppo e tensioni politiche

Le contestazioni nascono da preoccupazioni ambientali e da rivendicazioni legate alla sovranità territoriale. Secondo i partecipanti, il progetto rappresenta una minaccia per un’area fragile e protetta. Il Governo guidato dal primo ministro Edi Rama difende invece l’iniziativa, sostenendo che «trasformerà la mappa turistica del Paese» e rafforzerà il percorso di integrazione europea dell’Albania.

Una riforma approvata nel 2024 ha reso possibile lo sviluppo turistico anche in zone protette, aprendo la strada al via libera per il progetto. Parallelamente, esponenti della minoranza greca hanno protestato per questioni legate alla proprietà fondiaria nelle aree interessate, segnalando contenziosi ancora aperti su terreni passati allo Stato in seguito a espropriazioni contestate.

Le proteste, spontanee e in gran parte guidate da giovani, hanno già provocato momenti di tensione e scontri con le forze dell’ordine.

La necessità di una distinzione chiara

La mobilitazione nasce dalla difesa di un patrimonio naturale, considerata una causa legittima in un contesto democratico. Tuttavia, il rischio è che venga indebolita da derive ideologiche e da associazioni improprie.

La distinzione resta fondamentale: è possibile opporsi a un progetto o criticare scelte politiche senza trasformare il dissenso in ostilità verso un intero popolo. In un contesto europeo segnato da tensioni identitarie, la gestione di queste proteste rappresenta un banco di prova per l’Albania, chiamata a coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e rispetto dei valori democratici.

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