Roma, 9 Giugno 2026 – Il presidente degli Usa Donald Trump ha recentemente rivendicato di essere riuscito a ottenere una tregua in Medio Oriente dopo una fase di alta tensione avvenuta domenica notte.
«Siamo nelle fasi finali per un accordo molto buono con l’Iran», ha dichiarato ai giornalisti in occasione della finale di basket dell’Nba sottolineando di non permettere all’Iran di avere un’arma nucleare e che «l’accordo sarà migliore di quello siglato con Obama», come aveva già affermato in passato puntando il dito contro l’ex presidente Usa, ritenuto troppo permissivo.
«Ho detto a Bibi (Netanyahu, ndr) che deve stare molto attento a quello che fa poiché potrebbe trovarsi da solo contro l’Iran», afferma in una intervista telefonica per Channel 12 parlando della telefonata intercorsa con il primo ministro di Israele vantandosi di essere riuscito a “ridurre la portata dell’attacco dell’Idf all’Iran“.
Situazione tesa
Nonostante le parole del Tycoon la situazione in Medio Oriente resta tesa, con le Guardie Rivoluzionarie che confermano di aver posto fine agli attacchi, ma di essere pronti a rispondere in caso di una escalation e il segretario del Consiglio supremo della sicurezza dell’Iran, Mohammad Bagher Zolghadr che con un tono secco avverte: «Se la coalizione americano–sionista supererà ancora una volta il limite, la Regione per loro diventerà un inferno».
Non si lascia attendere la risposta di Benjamin Netanyahu che confermando la cessazione degli attacchi, pone l’accento sul “pieno diritto” all’autodifesa di Israele e che “lo eserciterà ogni volta sarà necessario”.
Fuoco incrociato
La tregua supportata da Trump arriva dopo quarantotto ore di pesanti attacchi senza precedenti tra Iran e Israele, con l’Idf che colpisce i centri di comandi nel quartiere di Dahiyeh considerata una roccaforte per Hezbollah. All’attacco l’Iran aveva risposto duramente con un lancio da parte dei Pasdaran di circa trenta missili balistici e l’annuncio di voler bloccare la navigazione israeliana nel Mar Rosso.
In un susseguirsi di tensioni mentre Israele attaccava il complesso petrolchimico di Mahshahr ritenuto sito di produzione missilistica iraniani, Teheran ha colpito un impianto simile ad Hafa.