Roma, 6 Giugno 2026 – L’attenzione sul superbonus resta elevata e non si tratta di un intervento isolato. Nei primi tre mesi dell’anno l’Agenzia delle Entrate ha bloccato 4,1 miliardi di euro di crediti legati alla maxiagevolazione maturati nel 2025. Un segnale che anticipa una strategia destinata a consolidarsi nel triennio 2026-2028.
La convenzione tra il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate prevede infatti un rafforzamento dei controlli sulle cessioni dei crediti fiscali, ancora possibili in alcuni casi. L’obiettivo è ampliare le misure di contrasto all’evasione e all’elusione, attraverso un sistema di verifiche preventive sempre più esteso.
Tre livelli di verifica sulle cessioni
Il piano introduce un’analisi di rischio articolata in tre fasi che coinvolgerà anche gli altri bonus edilizi. Al momento dell’invio delle comunicazioni sulla piattaforma dell’Agenzia, viene effettuato un primo controllo di coerenza interna e completezza dei dati. Entro cinque giorni scattano poi verifiche preventive basate su indicatori di rischio predefiniti. Le comunicazioni che presentano anomalie sono sospese per 30 giorni e sottoposte a ulteriori accertamenti. Come spiegato nella convenzione, «le comunicazioni sospese sono sottoposte a una verifica puntuale con eventuale annullamento» in caso di conferma delle criticità.
Secondo gli obiettivi fissati, questo sistema interesserà circa il 90% del valore dei crediti ceduti entro il 2028.
Inoltre sono previsti ulteriori strumenti di verifica, anche attraverso l’incrocio di dati catastali e attività ispettive. Tra questi rientra la mappatura degli immobili irregolari mediante «fotointerpretazione di immagini aeree anche mediante l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale», oltre al monitoraggio delle variazioni catastali, che porterà all’invio di circa 190mila lettere di compliance nel triennio.
Ulteriori accertamenti potranno derivare anche dalle attività della Guardia di Finanza. L’obiettivo è intercettare eventuali anomalie e prevenire utilizzi indebiti dei crediti fiscali.
La strategia include anche la realizzazione “Anagrafe dei titolari“, finalizzata a migliorare l’integrazione e la fruibilità delle banche dati immobiliari. Il progetto mira a supportare sia le attività fiscali sia quelle degli enti territoriali, anche per la gestione di emergenze e la tutela del patrimonio.
Le informazioni raccolte potranno essere utilizzate per analisi di rischio su imposte erariali, come quelle sugli affitti, e sui tributi locali, dall’Imu alla Tari.