Ue spinge su cloud sovrano e AI: nuovo piano

 

Bruxelles, 3 Giugno 2026 – Ridurre la dipendenza dell’Unione europea dai fornitori di Paesi terzi e rafforzare il controllo sui dati strategici. È questo uno degli obiettivi centrali del Cloud and AI Development Act presentato dalla Commissione europea, che introduce un quadro di sovranità per i servizi cloud destinato a orientare anche le scelte delle amministrazioni pubbliche. Secondo Bruxelles, le attuali dipendenze strategiche espongono l’Ue a rischi significativi in termini di sicurezza economica, continuità dei servizi e protezione dei dati.

Quattro livelli di garanzia per il cloud europeo

Il piano prevede l’introduzione dei cosiddetti “Union Assurance Levels”, quattro livelli di garanzia che classificano i servizi cloud in base al grado di protezione rispetto a rischi come accessi non autorizzati da Paesi terzi, interruzioni operative e compromissione dei dati sensibili.

Il livello 1 rappresenta la soglia minima per il settore pubblico europeo, mentre i livelli successivi introducono requisiti progressivamente più stringenti e verifiche indipendenti. Il livello 3 potrà essere attribuito anche a operatori di Paesi terzi considerati affidabili, purché rispettino le norme europee sulla protezione dei dati. Livello 4, il più elevato, sarà riservato alle attività pubbliche più critiche, tra cui difesa, sicurezza nazionale e infrastrutture essenziali.

La scelta del livello di garanzia sarà affidata a una valutazione dei rischi da parte degli Stati membri e delle istituzioni europee, secondo un principio di proporzionalità. Le amministrazioni dovranno considerare la sensibilità dei dati trattati, i rischi legati a Paesi terzi e le conseguenze di eventuali interruzioni dei servizi.

Tra gli obiettivi del provvedimento figura anche il potenziamento delle infrastrutture digitali europee, con l’ambizione di triplicare la capacità dei data center entro cinque-sette anni, sostenendo al contempo innovazione e transizione verde.

Chips Act 2.0 e sviluppo dell’AI

Il pacchetto presentato dalla Commissione include anche il Chips Act 2.0, volto a rafforzare la produzione europea di microprocessori essenziali per l’intelligenza artificiale. Il testo punta ad accelerare le autorizzazioni, rafforzare la cooperazione internazionale e introdurre un marchio di eccellenza per le Regioni specializzate nei semiconduttori.

«Questo pacchetto segna una svolta significativa nell’approccio dell’Europa alla sovranità tecnologica, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen. È giunto il momento che l’Europa assuma il controllo dei propri dati, delle proprie catene di approvvigionamento e del proprio futuro in modo pulito e sostenibile».

Fondo sovrano per l’innovazione

Accanto alle misure normative, Bruxelles propone la creazione di un fondo sovrano europeo per investire in settori strategici come energia, biotecnologie e tecnologie avanzate. La Commissione riconosce una «debolezza evidente» nella capacità di finanziamento e sottolinea la necessità di mobilitare ingenti risorse. La dotazione iniziale potrebbe provenire da fondi europei o contributi nazionali, con la possibilità di ricorrere anche a prestiti per ottenere un effetto leva senza incidere sul debito pubblico degli Stati membri. Il fondo potrebbe inoltre generare entrate da destinare al bilancio Ue.

Secondo le stime della Commissione, solo per ampliare la capacità dei data center saranno necessari circa 200 miliardi di euro entro il 2036, in un contesto segnato anche dal negoziato sul bilancio europeo 2028-2034.

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