Bruxelles, 31 Maggio 2026 – La fine di maggio e l’inizio di giugno sono segnati in gran parte dell’Europa da una fase di stabilità atmosferica diffusa. I dati dell’Agenzia meteorologica spagnola (Aemet) confermano un quadro dominato da cieli sereni, con condizioni simili estese a buona parte dell’area mediterranea. Le precipitazioni risultano limitate e localizzate, interessando soprattutto i Pirenei e i settori orientali del Sistema Iberico, dove lo sviluppo diurno può innescare rovesci e temporali pomeridiani, a tratti intensi.
Temperature elevate in tutto il Continente
Sul piano termico, i valori si mantengono elevati in diverse Regioni europee. In Spagna, le temperature restano comprese tra i 30 °C e i 34 °C nelle aree settentrionali e centrali, mentre aumentano sensibilmente nelle zone interne e meridionali. In particolare, le depressioni del nord-est e dell’entroterra meridionale registrano valori superiori ai 36 °C, con picchi che superano i 40 °C nella valle del Guadalquivir. Le temperature minime mostrano una lieve attenuazione nel quadrante nord-occidentale della Spagna, contribuendo a ridurre temporaneamente il fenomeno delle notti tropicali già osservato nei giorni precedenti. Le tendenze per i mesi estivi indicano comunque un ulteriore aumento delle temperature.
Ondata di calore nel Mediterraneo
L’aumento termico appare ancora più marcato nel resto del Mediterraneo e nella parte occidentale della Penisola iberica, delineando un episodio di caldo estremo insolito per l’inizio della stagione estiva. In Portogallo si registrano valori oltre i 40 °C nelle aree interne e meridionali, come l’Alentejo, con l’Istituto portoghese del mare e dell’atmosfera (Ipma) che ha innalzato i livelli di rischio e rafforzato le restrizioni sulle attività all’aperto nelle ore più calde.
In Italia, l’alta pressione e l’afflusso di aria sahariana hanno determinato una fase di blocco atmosferico. Il Ministero della Salute ha emesso l’allerta rossa per Roma e altre quattro città, con temperature che sfiorano i 38 °C nei contesti urbani.
Anche in Francia il caldo ha avuto effetti evidenti, incidendo sullo svolgimento del Roland Garros a Parigi, mentre numerosi cittadini si sono riversati nella Senna per trovare refrigerio, nonostante i rischi sanitari.
Situazione analoga in Grecia, dove temperature superiori ai 39 °C nelle pianure centrali, unite a venti secchi, stanno aggravando le criticità legate alla salute pubblica e allo stress idrico.
La “cupola di calore” e l’allerta incendi
Alla base di questo scenario si trova la cosiddetta “cupola di calore”, un sistema di alta pressione persistente che intrappola l’aria calda e impedisce l’ingresso delle perturbazioni atlantiche, amplificando il riscaldamento del suolo.
Le conseguenze sono immediate sul fronte ambientale: aumenta il rischio di incendi boschivi in tutta la Regione mediterranea. La combinazione tra suoli sempre più secchi, vegetazione fine accumulata in primavera e possibili temporali secchi porta gli indici di innesco su livelli elevati o estremi.
Una situazione che mantiene in stato di allerta i sistemi di emergenza dalla Penisola iberica fino ai Balcani.