Roma, 30 Maggio 2026 – Dopo il focolaio di Ebola legato al virus Bundibugyo (Bvd), il Governo italiano introduce nuove disposizioni per il controllo degli ingressi nel Paese. L’ordinanza del ministro della Salute, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore ieri con una durata di 120 giorni, stabilisce obblighi precisi per chi proviene dalle aree colpite.
Secondo il provvedimento, «chiunque provenga, direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo di trasporto, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda, o che sia stato in quelle aree fino a 21 giorni prima dell’ingresso in Italia, deve entro 24 ore compilare, firmare e inviare una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della Asl di residenza o domicilio».
Obblighi per passeggeri e vettori
Le nuove regole coinvolgono anche i vettori e i gestori delle infrastrutture di trasporto. L’ordinanza prevede infatti che «i vettori aerei, gli armatori marittimi, i gestori aeroportuali e le autorità di sistema portuale» forniscano ai passeggeri provenienti da Congo e Uganda i moduli necessari prima dell’ingresso in Italia.
Alle Regioni spetta il compito di garantire un’ampia diffusione delle informazioni: «Le Regioni provvedono, sui propri canali e mezzi di comunicazione istituzionale, a dare ampia diffusione delle modalità di trasmissione della dichiarazione per i territori di competenza e della relativa modulistica». Una circolare allegata all’ordinanza definisce inoltre le misure di prevenzione e i criteri di valutazione del rischio, sia dal punto di vista medico che epidemiologico.
Il provvedimento arriva in un contesto di crescente attenzione internazionale. Con oltre 900 casi sospetti e 134 confermati, «la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (Bvd) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda» richiede «la massima attenzione», come sottolineato da Palazzo Chigi. In Italia, resta sotto osservazione il caso della chirurga di Medici senza frontiere rientrata da Bunia, nell’Ituri. Trasferita allo Spallanzani in regime di biocontenimento e quarantena, è risultata negativa ai test ma resterà in osservazione fino all’8 giugno.
Governo: nessun allarme, ma prudenza alta
Dal Ministero della Salute arriva un messaggio rassicurante: «Non c’è allarme Ebola nel nostro Paese». Tuttavia, le autorità ribadiscono la necessità di mantenere alta la vigilanza.
In questa direzione si muove anche l’iniziativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha scritto alle istituzioni europee chiedendo «un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite».