Multa Ue a Temu: 200 milioni per violazioni DSA

 

Bruxelles, 28 Maggio 2026 – La Commissione europea ha inflitto una sanzione da 200 milioni di euro a Temu per violazione del Digital Services Act (DSA). La piattaforma di e-commerce low cost, controllata da PDD Holdings, non avrebbe valutato in modo adeguato i rischi sistemici legati alla vendita di prodotti illegali o non conformi sul proprio marketplace.

Secondo Bruxelles, le prove raccolte indicano che i consumatori europei sono «molto probabilmente» esposti a prodotti illegali durante gli acquisti sulla piattaforma. La decisione si inserisce nel più ampio rafforzamento dei controlli sulle grandi piattaforme online e sull’aumento dei pacchi di basso valore importati nell’Unione europea.

Le criticità nella valutazione dei rischi

«Le valutazioni del rischio non sono un mero adempimento burocratico, bensì la spina dorsale del DSA», ha dichiarato la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen. «La valutazione del rischio di Temu sottovaluta i rischi concreti, manca di specificità, non si basa su prove solide e non è esaustiva».

Nel dettaglio, la Commissione contesta a Temu di non aver identificato e analizzato con la dovuta diligenza i rischi derivanti dalla diffusione di prodotti illegali. La valutazione del 2024 si basava su dati generali del settore e-commerce, anziché su evidenze specifiche relative alla piattaforma, sottostimando così la frequenza con cui gli utenti possono imbattersi in articoli non conformi.

Prodotti pericolosi e indagine sotto copertura

Tra gli esempi citati dalla Commissione figurano “giocattoli pericolosi per bambini, prodotti elettronici senza etichettatura adeguata e articoli contenenti sostanze chimiche nocive“. Un’indagine indipendente condotta sotto copertura ha rilevato che una percentuale molto elevata di caricabatterie non ha superato i test di sicurezza di base, mentre molti giocattoli presentavano rischi di sicurezza medio-alti, inclusi pericoli di soffocamento e sostanze oltre i limiti consentiti.

Rispettare le regole del mercato unico

«Se una piattaforma vuole accedere al mercato unico europeo di 450 milioni di consumatori, deve rispettare le nostre regole», ha affermato il portavoce della Commissione Thomas Regnier. «Se rispettate le nostre regole, siete i benvenuti. Se non lo fate, sarete chiamati a risponderne».
La Commissione ha inoltre respinto le accuse di doppi standard nei confronti delle aziende cinesi. «Questo non riguarda la Cina. Riguarda i nostri consumatori, le nostre regole e le aziende», ha precisato Regnier.

Temu ha tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano d’azione volto a correggere le violazioni riscontrate. In caso di mancato adeguamento, la Commissione potrà imporre ulteriori sanzioni periodiche.

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