Taranto, 28 Maggio 2026 – La ricerca “L’ex Ilva di Taranto e gli orientamenti degli italiani“, presentata da Federmeccanica e Confindustria Taranto, fotografa un’opinione pubblica nettamente schierata per il rilancio industriale del sito jonico. L’85,7% della popolazione nazionale e l’86,1% dei pugliesi boccia infatti l’ipotesi di chiusura, chiedendo che lo stabilimento resti un asset a proprietà italiana.
L’indagine è stata condotta tra fine aprile e inizio maggio 2026 su un campione rappresentativo di 1.200 cittadini italiani, con sovracampionamento della popolazione pugliese. Obiettivo: misurare livello di informazione, percezioni ambientali e orientamenti sul futuro dello stabilimento.
Conoscenza alta, ma “paradosso informativo” sull’ambiente
Secondo i dati, circa l’80% degli italiani conosce la vicenda ex Ilva e il 41,5% dichiara un buon livello di informazione, quota che in Puglia sale al 70,9%. Il tema, evidenziano i ricercatori, è diventato una questione nazionale e non più solo locale, «un tema che abita nelle case degli italiani».
Sul fronte ambientale emerge però un “paradosso informativo”: l’attenzione è alta, ma la consapevolezza degli interventi realizzati è limitata. L’80,5% degli intervistati non è a conoscenza, ad esempio, che secondo Legambiente 2025 Taranto – con una media annua di 20 microgrammi per metro cubo di polveri sottili – registra il secondo valore più basso tra i capoluoghi pugliesi, tutti ampiamente entro il limite di legge di 40 microgrammi.
L’opinione pubblica respinge la chiusura
Sulle prospettive future, il dato centrale è la forte opposizione alla dismissione del sito. Il 78,5% degli italiani ritiene che la produzione di acciaio sia necessaria per la sopravvivenza dell’industria nazionale, il 70,8% teme l’aumento della dipendenza dall’estero in caso di delocalizzazione verso Paesi terzi come Cina e India, il 77,1% segnala il rischio occupazionale diretto e indiretto di una eventuale chiusura, mentre il 61,8% è consapevole dei miliardi di euro pubblici necessari per la bonifica.
Questi elementi convergono in una chiara gerarchia di scenari: il 73,9% degli italiani e il 68,4% dei pugliesi sostiene il “Rilancio Italia“, cioè il rilancio del sito con controllo e proprietà italiana. A fronte di ciò, l’11,8% propende per una “Exit Italia” (chiusura gestita a livello nazionale), il 9,8% per un “Rilancio Estero” con player internazionali e solo il 4,5% per una “Exit Estero” con chiusura e cessione a soggetti stranieri.