Barcellona, 27 Maggio 2026 – La Marina militare spagnola ha condotto un’operazione di sorveglianza e controllo nei confronti di unità navali russe individuate in prossimità delle proprie coste, confermando l’elevato livello di attenzione nei corridoi strategici del Mediterraneo occidentale.
La missione ha preso avvio nelle acque vicine a Maiorca, per poi estendersi lungo il mar de Alborán fino allo stretto di Gibilterra. Nel corso dell’operazione identificate una corvetta, una fregata e una nave di rifornimento appartenenti alla Marina russa. Le unità militari erano impegnate nella scorta di due imbarcazioni mercantili dirette verso il Mediterraneo occidentale, in un transito che ha richiesto un monitoraggio continuo da parte delle autorità spagnole.
L’intervento della nave Rayo
Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore della Difesa, l’unità spagnola “Rayo” è stata dispiegata dopo aver ricevuto informazioni sull’ingresso del gruppo navale russo nelle acque della Zona economica esclusiva (Zee) spagnola, a sud di Maiorca. Da quel momento, la nave ha seguito senza interruzioni i movimenti delle unità russe, accompagnandole durante il passaggio nel mar de Alborán e nell’attraversamento dello stretto di Gibilterra. L’attività di sorveglianza si è conclusa con l’ingresso delle navi nella Zona economica esclusiva del Portogallo.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle missioni permanenti della Marina spagnola, finalizzate a garantire la sicurezza marittima, individuare potenziali minacce e preservare la libertà di navigazione. Un ruolo centrale è svolto anche dal contributo alla deterrenza collettiva in ambito Nato. L’intensità delle attività ha comportato un dispiegamento continuo di unità navali, con un coordinamento costante tra gli alleati dell’Alleanza Atlantica per monitorare il transito delle navi russe attraverso diverse aree marittime.
Il contesto operativo ha imposto alla Marina spagnola un ritmo particolarmente sostenuto, con assetti dedicati alla vigilanza marittima lungo uno dei corridoi più sensibili d’Europa. L’obiettivo, oltre al controllo del passaggio di unità militari straniere, è quello di dimostrare capacità di risposta, rafforzare la sovranità negli spazi di interesse nazionale e contribuire alla sicurezza complessiva della Regione.