Scontri in Medio Oriente: raid Israele, tensioni Iran

 

Roma, 27 Maggio 2026 – Le tensioni in Medio Oriente si riaccendono su più fronti alla vigilia dell’Eid al-Adha, una delle principali festività del calendario musulmano. Israele ha ucciso Mohammed Odeh, nuovo leader dell’ala militare di Hamas, a meno di due settimane dalla sua nomina. Aveva preso il posto di Izz al-Din al-Haddad, anch’egli eliminato in precedenti attacchi israeliani. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz su X: «Il comandante del quarto braccio armato di Hamas a Gaza è stato eliminato ieri».

«Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre: sono tutti condannati a morte, ovunque si trovino», ha aggiunto.

Fonti di Hamas hanno confermato la notizia, precisando che Odeh è stato ucciso in un raid aereo su un appartamento nel quartiere Rimal di Gaza City. Nell’attacco sarebbero morti anche la moglie e i figli. Secondo Israele, Odeh sarebbe stato «uno degli artefici» degli attacchi del 7 ottobre 2023. Nella stessa sera, un secondo raid sulla città ha provocato almeno tre morti e 12 feriti, secondo l’ospedale al-Shifa.

Scontri in Libano con Hezbollah

Sul fronte libanese, l’esercito israeliano si è scontrato con Hezbollah, sostenuto dall’Iran, avanzando oltre il fiume Litani, linea di demarcazione di fatto nel sud del Libano. Il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato un «ampliamento delle operazioni», dichiarando: «Stiamo fortificando la zona di sicurezza per proteggere le comunità del nord».

Nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti da metà aprile, gli scontri continuano. Secondo il ministero della Sanità libanese, almeno 31 persone sono morte negli ultimi attacchi. L’esercito israeliano ha riferito di aver colpito oltre 100 obiettivi di Hezbollah, tra depositi e centri di comando. Raid a Mashghara e in altre località hanno causato numerose vittime, anche tra civili.

La crisi si estende anche al Golfo

Gli Usa hanno colpito nel sud dell’Iran, nell’area di Bandar Abbas, prendendo di mira siti missilistici e navi per la posa di mine. Washington ha definito l’operazione «autodifesa», mentre Teheran ha parlato di «flagrante violazione» del cessate il fuoco, promettendo che non resterà «senza risposta».

I negoziati sul nucleare restano in stallo. Gli Stati Uniti chiedono a Teheran di rinunciare alla capacità nucleare, mentre l’Iran ribadisce che il programma ha finalità civili. «L’America non avrà più un punto sicuro nella Regione», ha dichiarato la guida suprema Mojtaba Khamenei, alzando ulteriormente il livello dello scontro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *