Roma, 23 Maggio 2026 – Slitta dal 30 giugno al 20 luglio il termine per i versamenti fiscali delle partite Iva soggette agli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale), esteso anche ai contribuenti collegati, come i forfettari. La novità, introdotta dal decreto “Accise quater” approvato dal Consiglio dei ministri e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce però un cambiamento significativo nel cosiddetto “secondo tempo” del pagamento.
Se il rinvio al 20 luglio ricalca quanto già avvenuto negli anni precedenti, cambia invece il meccanismo applicato al periodo successivo. Dal 21 luglio al 20 agosto, infatti, sarà possibile effettuare i versamenti con una maggiorazione dello 0,8%, il doppio rispetto allo 0,4% previsto finora. L’aumento della maggiorazione rappresenta un chiaro segnale da parte dell’esecutivo, volto a scoraggiare ulteriori slittamenti nei pagamenti. L’obiettivo è quello di garantire maggiore stabilità alle entrate fiscali in una fase economica complessa, segnata anche dalla necessità di sostenere interventi urgenti, tra cui quelli contro il caro carburante.
Le richieste delle associazioni di categoria
Il rinvio arriva in risposta alle sollecitazioni delle principali associazioni di rappresentanza delle imprese e dei professionisti. Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti avevano infatti richiesto un differimento dei termini con una lettera indirizzata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro Maurizio Leo.
Alla base della richiesta, il ritardo nella pubblicazione del software “Il tuo Isa 2026 Cpb“, reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate solo il 13 maggio. Una tempistica considerata troppo stretta per consentire a contribuenti e consulenti di adempiere correttamente agli obblighi fiscali.
Concordato preventivo e nuove scadenze
La proroga si inserisce inoltre in un contesto di aggiornamenti normativi legati al concordato preventivo biennale. Il decreto fiscale ha infatti spostato al 15 maggio il termine per la pubblicazione del software (rispetto al precedente 15 aprile) e al 31 ottobre la scadenza per aderire all’accordo con il Fisco per il biennio 2026-2028. Ulteriori modifiche sono state introdotte con l’aggiornamento del software del 20 maggio, che ha recepito nuove soglie di incremento del reddito, fissate al 35% e al 30%. Tali parametri riguardano in particolare le partite Iva considerate a maggiore rischio evasione.