Washington, 20 Maggio 2026 – Un segnale politico, strategico e simbolico. Washington ha deciso di ridurre da quattro a tre le brigate del Combat Teams (principale unità schieratile dell’esercito statunitense composta, secondo il Congresso, da circa 4mila soldati) schierate in Europa portando le lancette al 2021, prima dell’inasprirsi delle tensioni sul fianco orientale della Nato, mentre chiede agli alleati europei maggiore impegno in termini di sicurezza.
A confermare la decisione presa dal Pentagono è una nota diffusa al Dipartimento della Difesa Usa che parla di “un processo esaustivo e articolato su diversi livelli e incentrato sul posizionamento delle forze statunitensi in Europa”. Già dall’inizio di maggio infatti in Germania si segnalava una fase di riduzione delle truppe di Washington. Decisione che punta a riallineare la postura militare americana al principio di America First del presidente Donald Trump.
Il nodo polacco
Il Pentagono chiarisce che al momento non è definita la destinazione delle tre brigate, stabilita solamente dopo analisi sui requisiti strategici e operativi, valutando anche la capacità degli stessi Alleati di contribuire alla difesa europea. La decisione di Washington causa un ritardo nel dispiegamento delle forze statunitensi in Polonia, definita un “alleato modello” da anni perno della presenza Usa sul fianco orientale.
Dalla Difesa, Pete Hegseth ha dichiarato di aver parlato telefonicamente con il vicepremier polacco, Kosiniak-Kamysz e che il dialogo andrà avanti «mano a mano che l’analisi proseguirà». Conclude invitando gli Alleati Nato a prendere da esempio la Polonia che «è in grado di difendersi autonomamente». Invito che ricalca fedelmente la politica trumpiana che da anni insiste affinché l’Europa aumenti la spesa militare assumendosi un ruolo più decisivo in termini di difesa e sicurezza. «Il Dipartimento» chiarisce Hegseth «fornirà delle ulteriori informazioni al momento e nella sede più opportuna».
Da Washington il vicepresidente JD Vance chiarisce che tale decisione non rappresenta un voler abbandonare l’Europa, ma semplicemente si tratta ci «una riallocazione strategica delle risorse statunitensi».