Trump frena attacco all’Iran ma minaccia raid

 

Roma, 19 Maggio 2026 – Si riaccende la tensione tra Usa e Iran, in un contesto internazionale sempre più instabile. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco militare contro Teheran, inizialmente programmato, su richiesta degli alleati del Golfo. La decisione sarebbe legata alla presenza di «colloqui seri» in corso, ma il leader statunitense ha chiarito che l’opzione militare resta sul tavolo.

«Siamo pronti a lanciare un assalto su vasta scala in qualunque momento», ha dichiarato, sottolineando che l’eventuale intervento scatterebbe qualora non si raggiungesse un’intesa ritenuta soddisfacente da Washington. Le dichiarazioni arrivano dopo che la Casa Bianca ha respinto una nuova proposta iraniana articolata in 14 punti, giudicata «insufficiente».

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno concesso una nuova deroga di 30 giorni alle restrizioni sul petrolio russo, segnale di un equilibrio ancora fragile nello scenario energetico globale.

Israele avverte il Libano: evacuazioni prima dei raid

Parallelamente, cresce la tensione anche sul fronte mediorientale. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno invitato la popolazione di 12 città e villaggi nel Libano meridionale ad allontanarsi immediatamente in vista di possibili attacchi contro Hezbollah. «Le continue violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah costringono le Forze di Difesa Israeliane a intervenire», ha scritto su X il portavoce in lingua araba Avichay Adraee. «Le Idf non intendono farvi del male. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ad allontanarvi dalla zona».

Iran, preparativi militari durante la tregua

Secondo quanto riportato dal New York Times, l’Iran avrebbe sfruttato il periodo di cessate il fuoco, iniziato l’8 aprile, per rafforzare le proprie capacità militari. Citando un funzionario statunitense, il quotidiano riferisce che Teheran avrebbe riposizionato lanciatori di missili balistici e riattivato siti precedentemente colpiti.

In particolare, sarebbero stati «dissotterrati decine di siti di lancio» e adattate le tattiche operative in vista di una possibile ripresa del conflitto. Nonostante gli attacchi statunitensi abbiano danneggiato le infrastrutture, molti lanciatori sarebbero rimasti intatti grazie alla loro collocazione in strutture sotterranee profonde.

Germania: «Iran fermi il nucleare militare»

Sul piano diplomatico, il cancelliere Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino con il presidente svizzero Guy Parmelin, ha evidenziato i rischi economici legati alla crisi. «Il blocco dello Stretto di Hormuz rappresenta una battuta d’arresto per entrambi», ha dichiarato, riferendosi alla dipendenza dalle rotte commerciali. «Stiamo lavorando con i nostri partner per ripristinare la libertà delle rotte marittime».

Il cancelliere ha inoltre ribadito che Berlino è pronta a contribuire anche militarmente, ma a precise condizioni: «L’Iran deve sedersi al tavolo dei negoziati, smettere di temporeggiare e soprattutto porre fine al suo programma nucleare militare».

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