Autostrade, rimborsi per ritardi al via dal 1° giugno

 

Roma, 17 Maggio 2026 – Dal 1° giugno 2026 entra in vigore una novità destinata a incidere sulla quotidianità degli automobilisti: diventano operative le disposizioni sui rimborsi previste dalla delibera n. 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art). Il provvedimento introduce il diritto a un ristoro economico in caso di disservizi sulla rete autostradale, come blocchi del traffico o ritardi causati dai cantieri.

Come funzionano i rimborsi

Il meccanismo prevede la restituzione di una parte del pedaggio pagato, con percentuali variabili in base alla durata del blocco. In particolare, è riconosciuto:

  • il 50% del pedaggio per interruzioni tra 60 e 119 minuti;

  • il 75% per blocchi tra 120 e 179 minuti;

  • il 100% per disagi superiori a 180 minuti.

Per quanto riguarda i ritardi dovuti ai cantieri, i criteri cambiano in base alla lunghezza del percorso:

  • sotto i 30 km il rimborso è indipendente dal ritardo;

  • tra 30 e 50 km scatta oltre i 10 minuti;

  • sopra i 50 km è necessario un ritardo minimo di 15 minuti.

In questa prima fase, il sistema si applicherà solo ai tratti gestiti da un unico concessionario. Per le tratte che coinvolgono più gestori, bisognerà attendere il 1° dicembre 2026.

Non sempre il rimborso è dovuto. Sono esclusi i casi in cui è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio o quando i cantieri derivano da eventi emergenziali, come incidenti o calamità naturali. Inoltre, inizialmente resteranno fuori dal sistema anche i cantieri mobili. I rimborsi saranno accreditati solo se superiori a 10 centesimi e verranno erogati al raggiungimento della soglia minima di 1 euro.

Gli utenti potranno presentare domanda direttamente ai concessionari, che dovranno garantire diversi canali, tra cui una sezione dedicata sui siti web, un numero telefonico e punti fisici di assistenza. Entro 20 giorni dalla richiesta, il gestore dovrà comunicare l’esito e l’eventuale importo riconosciuto. Prevista anche la creazione di un’app unica per la gestione delle richieste, che però «al momento non risulterebbe ancora predisposta», segnala il Codacons.

Le criticità sollevate

Non mancano le polemiche. Secondo il Codacons, «l’aspetto più critico riguarda la possibilità per le società autostradali di recuperare interamente la spesa per i rimborsi aumentando le tariffe dei pedaggi».

La normativa consente infatti ai concessionari di recuperare fino al 100% dei costi sostenuti fino al 2027, con una progressiva riduzione negli anni successivi. «In sostanza» – conclude l’associazione – «saranno gli stessi automobilisti, attraverso le tariffe autostradali, a pagare i rimborsi concessi».

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