Washington, 11 Maggio 2026 – Il presidente degli Usa Donald Trump ha annunciato l’intenzione di sospendere temporaneamente le tasse federali sui carburanti per contenere l’aumento dei prezzi energetici. «Penso sia un’ottima idea», ha dichiarato, aggiungendo: «Sì, sospenderemo la tassa sulla benzina per un certo periodo e, quando i prezzi scenderanno, la reintrodurremo gradualmente».
La misura arriva in un contesto di forte tensione sui mercati energetici. Dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio, i prezzi della benzina negli Stati Uniti sono aumentati di oltre il 50%, raggiungendo un picco superiore a 4,52 dollari al gallone. Secondo CBS News, le quotazioni potrebbero restare elevate a causa del blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, snodo cruciale per il commercio globale di petrolio. Attualmente, i consumatori americani pagano circa 18 centesimi al gallone di tasse federali sulla benzina e circa 24 centesimi sul diesel. Un’eventuale sospensione porterebbe il prezzo medio a circa 4,34 dollari al gallone, comunque ben al di sopra dei 2,98 dollari registrati prima dell’inizio del conflitto.
Negoziati e tensioni nello Stretto di Hormuz
Trump ha ribadito la volontà di proseguire il dialogo con Teheran: «Tratterò con la leadership iraniana finché non raggiungeranno un accordo», ha affermato in un’intervista a Fox News. Il presidente ha inoltre riferito che i negoziatori iraniani avrebbero chiesto agli Usa di intervenire sugli impianti nucleari danneggiati, sostenendo che l’Iran non dispone della tecnologia necessaria.
Sul piano militare, la Casa Bianca starebbe valutando una nuova operazione, denominata «Project Freedom», per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. La Marina statunitense, incaricata di scortare le navi, rappresenterebbe «solo una parte» dell’iniziativa. Secondo fonti citate dalla Cnn, i negoziati potrebbero accelerare dopo la visita di Trump in Cina. Parallelamente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarebbe atteso a Nuova Delhi per una riunione dei BRICS, dove potrebbero essere presenti anche rappresentanti di Arabia Saudita ed Egitto, attori chiave nella mediazione informale.
Il nodo giuridico della sovranità
Nella controproposta avanzata agli Usa, Teheran ha rivendicato la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz. Tuttavia, secondo il diritto internazionale, sia l’Iran sia l’Oman dispongono di Zone economiche esclusive nell’area.
La Convenzione Onu sul diritto del mare stabilisce che tutti gli Stati godono del diritto di «passaggio inoffensivo» attraverso le acque territoriali. Di conseguenza, uno Stato costiero non può ostacolare la navigazione straniera, salvo casi specifici in cui sia necessario impedire attività non considerate inoffensive.