Dazi Ue-Usa, negoziati in stallo: nuovo round il 19 maggio

 

Bruxelles, 7 Maggio 2026 – Si è concluso senza un’intesa il round negoziale tra le istituzioni europee sui dazi commerciali tra Unione europea e Usa. Dopo oltre cinque ore di confronto nel trilogo – il formato che riunisce Commissione, Consiglio e Parlamento europeo – non è stato raggiunto il consenso necessario per finalizzare l’accordo.

Il confronto si è concentrato in particolare sui meccanismi di protezione commerciale e sulla revisione del regolamento principale, due nodi tecnici e politici che continuano a dividere le parti. Nonostante il clima di dialogo, le divergenze restano significative e impediscono, almeno per ora, una chiusura positiva del dossier.

Progressi limitati ma dialogo aperto

Al termine della riunione, Bernd Lange, presidente della Commissione Commercio del Parlamento europeo, ha sottolineato i passi avanti compiuti, pur ammettendo le difficoltà ancora presenti: «Abbiamo compiuto progressi significativi sulla questione del meccanismo di salvaguardia e sulla revisione e valutazione del regolamento principale, ma c’è ancora molta strada da fare».

Le dichiarazioni di Lange riflettono un atteggiamento prudente ma costruttivo, che lascia spazio alla prosecuzione dei negoziati. Le istituzioni europee, infatti, sembrano concordi nel voler evitare uno stallo prolungato, consapevoli dell’importanza strategica dei rapporti commerciali con Washington.

Prossima tappa il 19 maggio

Per questo motivo, le parti hanno deciso di aggiornarsi al prossimo 19 maggio, data in cui è previsto un secondo round di trattative. L’obiettivo sarà quello di ridurre le distanze emerse e trovare un compromesso sostenibile sia sul piano tecnico sia su quello politico.

La rapidità e il senso di responsabilità saranno elementi chiave nelle prossime settimane. Bruxelles punta a rafforzare la stabilità delle relazioni commerciali transatlantiche, senza però rinunciare a strumenti efficaci di tutela del mercato interno europeo. Il prossimo incontro rappresenterà dunque un banco di prova decisivo: da un lato la necessità di proteggere le industrie europee, dall’altro l’urgenza di mantenere aperto un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti in un contesto economico globale sempre più complesso e competitivo.

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