Bruxelles, 24 Aprile 2026 – L’Unione europea punta a rafforzare la propria indipendenza energetica attraverso un’accelerazione decisa dell’elettrificazione e un maggiore utilizzo di fonti pulite. È questo il messaggio principale lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine del Consiglio europeo informale di Nicosia.
«Bisogna considerare che l’approvvigionamento energetico complessivo rappresenta il 25% del nostro consumo energetico finale», ha spiegato, sottolineando come il dato sia significativamente inferiore rispetto a quello di grandi economie come Stati Uniti e Cina. «Questa situazione deve cambiare e cambierà», ha aggiunto, annunciando la presentazione entro l’estate di un piano d’azione per l’elettrificazione.
Energia, costi in aumento e nuove priorità
Secondo von der Leyen, la crisi energetica continua a pesare sull’economia europea. «Il conto dell’import di fonti fossili è aumentato di 25 miliardi», ha dichiarato, evidenziando la necessità di ridurre la dipendenza da combustibili fossili. L’obiettivo è spingere su rinnovabili e nucleare, considerate leve strategiche per garantire sicurezza e sostenibilità.
Non si tratta solo di costi, ma anche di sicurezza economica. «Una minaccia a una nave nello stretto di Hormuz è una minaccia a una fabbrica in Europa», ha osservato, collegando direttamente le tensioni geopolitiche alla stabilità industriale del Continente.
Sul fronte finanziario, la presidente ha ribadito l’urgenza di introdurre nuove risorse proprie per sostenere il bilancio europeo e ripagare il debito comune. «Senza di esse, la scelta è netta: o aumentano i contributi nazionali o si riduce la capacità di spesa», ha avvertito.
Von der Leyen ha inoltre ricordato che l’Ue ha già mobilitato circa 300 miliardi di euro per investimenti energetici, di cui 95 miliardi ancora non utilizzati. Un invito chiaro agli Stati membri a sfruttare pienamente i fondi disponibili.
Tra le priorità anche il rafforzamento della sicurezza nelle rotte commerciali. Bruxelles valuta l’ampliamento dell’Operazione Aspides verso un coordinamento marittimo più avanzato. Parallelamente, si punta a sviluppare progetti come il corridoio Imec (India-Medio Oriente-Europa) per diversificare i flussi commerciali e ridurre la dipendenza dallo stretto di Hormuz.
Infine, sulle regole fiscali europee, la Commissione mantiene una linea prudente. «La clausola di sospensione può scattare in caso di recessione severa, ma non è questo il caso», ha chiarito von der Leyen, assicurando che la situazione resta sotto monitoraggio. Per i Paesi con disavanzi elevati resta l’obbligo di rispettare il percorso correttivo previsto dal Patto di stabilità, mentre si riconosce la necessità di ingenti investimenti energetici per sostenere la transizione.