Parigi, 16 Aprile 2026 – Una decisione che arriva in un momento delicato: il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer hanno convocato per domani la coalizione dei cosiddetti volenterosi per discutere della crisi in Medio Oriente e del piano per lo sminamento elaborato in precedenza dai Paesi coinvolti e che potrebbe vedere la sua attuazione in tempi brevi, a patto che la tregua raggiunta al momento tra Usa e Iran non sia compromessa.
Mentre molti dei leader dei 40 Paesi aderenti alla coalizione dei volenterosi sarà collegato online, il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni dovrebbe partecipare in presenza, vista come un chiaro segnale dell’importanza che il Governo dà al dossier mediorientale in particolar modo per la questione della sicurezza energetica nazionale.
Le incognite
L’incontro, programmato per domani (17 aprile 2026), punta anche al ripristino della navigazione sullo Stretto di Hormuz, che sta minando le economie globali, ma i partecipanti non nascondono che la strada sia piuttosto complessa in particolar modo per la posizione dell’Iran che più volte ha sottolineato la propria contrarietà al piano dei volenterosi sostenendo tramite un portavoce del Ministero degli Esteri, che qualsiasi interferenza internazionale non farebbe che aggravare la situazione. Inoltre, evidenziando che Teheran è perfettamente in grado di garantire da sola la sicurezza di Hormuz. Per questo però sarebbe fondamentale tornare a una situazione pre conflitto. Inoltre si dicono pronti a rispondere al blocco navale statunitense, minacciando la chiusura del Mar Rosso. Altro nodo, la posizione degli Usa che ad oggi non hanno aderito alla coalizione dei volenterosi pur mantenendo nell’area una decisiva presenza militare.
A questo clima di incertezza si aggiunge la delicata posizione dell’Italia soprattutto in seguito alle divergenze con Donald Trump che dopo aver preso di mira Papa Leone XIV, ha attaccato il premier Giorgia Meloni.
Costa: «Tempi difficili»
Dal Consiglio europeo il presidente Antonio Costa, di ritorno da una missione nei Paesi del Golfo, sottolineando la vicinanza dell’Ue ha ribadito che i tempi in cui viviamo sono difficili e che pertanto «bisogna sostenere l’ordine internazionale che si fonda sulle regole, altrimenti è il caos» invitando inoltre le parti coinvolte nel conflitto a dialogare «per una pace duratura».