Bruxelles, 16 Aprile 2026 – L’Europa potrebbe trovarsi con «non più di sei settimane di carburante per gli aerei», ha avvertito Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), segnalando il rischio di cancellazioni di voli se le forniture di petrolio resteranno bloccate a causa della guerra in Iran.
Birol ha descritto la crisi come «la più grande emergenza energetica mai affrontata», con flussi di petrolio, gas e altre risorse vitali quasi paralizzati nello Stretto di Hormuz, da cui prima del conflitto transitava un quinto delle forniture mondiali di greggio e gas naturale liquefatto.
«È una situazione di estrema difficoltà che avrà pesanti conseguenze sull’economia globale», ha spiegato, sottolineando come il protrarsi della guerra possa accentuare la stagnazione economica e l’inflazione. Secondo l’Aie, la crisi provocherà un rapido aumento dei prezzi di benzina, gas ed elettricità, con effetti disuguali tra i Paesi: Giappone, Corea, India, Cina, Pakistan e Bangladesh ne risentiranno più duramente, insieme alle Nazioni più povere dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, prima che l’impatto si estenda a Europa e Americhe.
Birol ha inoltre criticato il sistema di pedaggio che Teheran starebbe applicando ad alcune navi in transito nello Stretto, avvertendo che un suo consolidamento potrebbe creare un precedente per altri corridoi marittimi globali. «Una volta introdotto, sarebbe difficile tornare indietro», ha sostenuto.
Riserve europee e possibili cancellazioni di voli
Secondo l’Airports Council International Europe, la carenza di carburante per gli aerei potrebbe manifestarsi già all’inizio di maggio se il traffico marittimo non riprenderà. In Europa la situazione varia: Austria, Bulgaria e Polonia dispongono di riserve relativamente sicure, mentre Regno Unito, Islanda e Paesi Bassi sono più esposti. La Francia si trova in una posizione intermedia. Gli aeroporti più piccoli e interni saranno i più vulnerabili, con cancellazioni parziali previste in alcune compagnie.
Le compagnie aeree, riunite nell’associazione Airlines for Europe (A4E), che rappresenta tra gli altri Air France–KLM, Lufthansa e Ryanair, lamentano una scarsa trasparenza sulle scorte di jet fuel e chiedono all’Ue di coordinare il monitoraggio in tempo reale dei rifornimenti negli aeroporti. Tuttavia, i fornitori di carburante sono riluttanti a condividere dati considerati commercialmente sensibili.
TotalEnergies ha già avvertito che un prolungamento del blocco oltre giugno potrebbe compromettere la capacità di rifornire i clienti. «Se la guerra e il blocco dureranno più di tre mesi, rischiamo seri problemi di approvvigionamento, soprattutto per il carburante aeronautico», ha dichiarato il ceo Patrick Pouyanne.
A4E ha infine proposto di autorizzare, in via straordinaria, l’importazione di carburante per aerei dagli Usa, prodotto secondo standard leggermente diversi. Tuttavia, ostacoli normativi e logistici rendono improbabile una soluzione nel breve termine.