Acciaio Ue: nuovo accordo per difendere l’industria europea

 

Bruxelles, 15 Aprile 2026 – È arrivato nella notte l’accordo tanto atteso tra ConsiglioParlamento europeo e Commissione Ue sul nuovo regolamento per la difesa dell’industria europea dell’acciaio. L’intesa, giunta al termine di un lungo trilogo, segna un punto di svolta nel percorso dell’Unione verso una maggiore autonomia industriale e una risposta strutturale all’emergenza internazionale del settore siderurgico.

Il cuore del nuovo quadro normativo è la riduzione del volume delle importazioni esenti da tariffe, tagliate del 47% rispetto alle quote del 2024. Si tratta di circa 18,3 milioni di tonnellate all’anno. Contestualmente, la tariffa applicata alle importazioni fuori quota salirà al 50%, raddoppiando rispetto all’attuale 25%.

Questa scelta mira a contrastare la sovraccapacità produttiva mondiale, che secondo le stime potrebbe raggiungere quota 721 milioni di tonnellate entro il 2027, più di cinque volte il consumo annuo dell’Ue. A complicare il quadro, la politica commerciale statunitense, con i dazi al 25% imposti nonostante l’accordo di Trump Turnberry, aveva già messo sotto pressione i produttori europei.

Il piano von der Leyen e la ripartizione dei contingenti

L’iniziativa rientra nel piano europeo sull’acciaio lanciato mesi fa dalla presidente Ursula von der Leyen, dopo i ripetuti appelli dell’industria siderurgica continentale. Durante i negoziati è stato stabilito che il Paese di fusione e colata dell’acciaio sarà uno dei criteri principali per la distribuzione dei contingenti tra i Paesi terzi.

Il regolamento prevede anche un meccanismo di revisione: entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, la Commissione valuterà se estendere le misure ad altri prodotti siderurgici come tubi, condutture, fili e barre forgiate.

Le reazioni

«Questa è una vittoria concreta per le nostre acciaierie, i nostri lavoratori e la nostra sovranità industriale», ha commentato il vicepresidente della Commissione, Stephane Séjourné. Soddisfatto anche il ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha evidenziato come «sia passata la nostra linea».

Da parte delle associazioni di settore, Eurofer – la federazione europea dell’acciaio – ha accolto l’accordo come un segnale positivo: la misura, ha spiegato, proteggerà la capacità produttiva europea e tutelerà oltre 230.000 posti di lavoro. Sulla stessa linea Federacciai, che ha chiesto «una rapida attuazione» del regolamento.

Se tutto procederà come previsto, il nuovo regime commerciale dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio, dopo l’approvazione formale di Consiglio e Parlamento europeo.

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