Roma, 14 Aprile 2026 – È ufficialmente partita la presentazione delle domande per il bonus bebè 2026. L’Inps, tramite il messaggio n. 1268 del 14 aprile, ha annunciato l’apertura del canale telematico dedicato e ha chiarito le scadenze per le richieste relative alle nascite e adozioni avvenute prima di questa data. In tali casi, le domande dovranno essere inviate entro il 12 agosto, ossia entro 120 giorni dal 14 aprile.
Per la generalità dei casi, il termine dei 120 giorni decorre dalla nascita, dall’ingresso in famiglia del minore adottato, o dalla trascrizione del provvedimento di adozione internazionale nei registri dello stato civile.
Requisiti Isee e importi previsti
La circolare n. 45/2026 stabilisce che per ottenere il bonus da 1.000 euro occorre presentare l’Isee specifico per prestazioni familiari e per l’inclusione, una novità rispetto allo scorso anno, quando era richiesto l’Isee minorenni.
L’una tantum spetta ai nuclei con Isee specifico fino a 40mila euro, calcolato tenendo conto del neutralizzatore legato all’assegno unico e universale (Auu). In pratica, come già previsto per il bonus asilo nido, il valore dell’Auu percepito viene rapportato alla scala di equivalenza familiare e poi sottratto dall’indicatore Isee.
Un esempio chiarisce il meccanismo: con un assegno annuo di 3.100 euro e una scala di equivalenza di 3,1, il valore da sottrarre è 1.000 euro (3.100 diviso 3,1).
Modalità di richiesta e priorità
La domanda può essere presentata da uno dei due genitori; in caso di non convivenza, da chi vive con il figlio. Se l’Isee specifico non è ancora disponibile, è valida anche la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per l’Isee minorenni, purché il figlio risulti inserito.
Le richieste possono essere inviate tramite sito web, app o call center Inps, oppure attraverso i patronati. L’erogazione avverrà in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento dei fondi disponibili, pari a 360 milioni di euro per il 2026. Qualora si superasse il budget, Inps ha previsto che l’importo o la soglia Isee potrebbero essere ridotti.
Beneficiari e condizioni di residenza
Il bonus è riconosciuto ai genitori italiani, comunitari o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno Ue per lungo periodo, o permesso unico di lavoro o ricerca superiore a sei mesi. Possono accedervi anche altri cittadini non Ue con permessi di durata non inferiore a un anno.
Il richiedente deve essere residente in Italia dalla nascita, adozione o affido del minore fino al momento della domanda. L’Inps ha ricordato che l’obiettivo del contributo è sostenere le famiglie in un contesto di forte calo demografico, considerando che nel 2024 si sono registrate solo 355mila nascite.