Attività fisica e artrosi: muoversi per stare meglio

 

Roma, 14 Aprile 2026 – Con l’avanzare dell’età, l’artrosi diventa una delle condizioni più diffuse tra gli over 60. Dolore alle articolazioni, rigidità al mattino e difficoltà nei movimenti quotidiani sono sintomi comuni, ma fermarsi non è la soluzione. Anzi, l’attività fisica può diventare una vera terapia naturale capace di contenere la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il movimento è una priorità assoluta di salute pubblica. Il professor Andrea Bernetti, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa, spiega che «chi soffre di patologie croniche può fare attività fisica e i benefici superano di gran lunga i rischi». Inoltre, praticarla in gruppo «favorisce la socializzazione, riduce l’isolamento e contrasta ansia e depressione grazie al rilascio di endorfine».

Le discipline più indicate

Non tutti gli sport hanno lo stesso impatto sulle articolazioni. Alcune discipline, come Tai Chiyoga o attività in acqua, possono persino alleviare i sintomi. «L’acqua offre vantaggi unici» osserva Bernetti, «poiché la spinta idrostatica riduce il peso corporeo percepito fino all’80-90%, permettendo movimenti altrimenti dolorosi. Inoltre, la pressione esercita un effetto “massaggio” che stimola la circolazione e rafforza la muscolatura senza rischio di traumi».

Tra le attività terrestri, il nordic walkingil tennis in doppio e il golf sono particolarmente adattabili agli over 60. Il medico evidenzia che «il nordic walking coinvolge circa il 90% della muscolatura corporea, riducendo il carico sulle articolazioni e migliorando equilibrio e coordinazione». Uno studio dimostra che il tennis può «ridurre la pressione arteriosa del 15% e dimezzare il rischio di diabete», mentre il golf «favorisce una camminata prolungata e migliora la propriocezione, con un’aspettativa di vita fino a 5 anni più alta della media».

Spesso sottovalutato, il ballo rappresenta una delle forme di movimento più complete. Bernetti sottolinea che «stimola la neuroplasticità dell’ippocampo, migliora memoria e coordinamento e riduce il rischio di demenza senile».

I cinque elementi di un programma equilibrato

Per ottenere benefici reali, serve un percorso strutturato. Gli esperti indicano cinque tappe fondamentali: riscaldamento e mobilitàfase aerobicarinforzo muscolareesercizi di equilibrio e defaticamento con respirazione profonda.

L’attività fisica deve essere prescritta e dosata come un farmaco, ricorda Bernetti. Iniziare con gradualità e puntare sulla costanza consente di evitare infortuni e favorire l’aderenza. «Un programma piacevole e realistico, integrato da una nutrizione corretta e monitoraggio clinico, può rallentare il decadimento fisico e cognitivo».

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