Bagdad, 12 Aprile 2026 – Il Parlamento iracheno ha eletto Nizar Amedi, politico curdo di 58 anni, come nuovo presidente della Repubblica dell’Iraq, dopo mesi di stallo seguiti alle elezioni parlamentari dello scorso novembre. L’elezione avviene in un momento estremamente delicato per il Paese, al centro delle tensioni regionali originate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
L’Iraq sta vivendo le conseguenze dirette del conflitto: gruppi armati sostenuti da Teheran hanno attaccato basi statunitensi, strutture diplomatiche e impianti energetici strategici. In risposta, gli Usa e Israele hanno condotto raid aerei contro queste milizie, colpendo anche membri dell’esercito iracheno.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, che ha interrotto le esportazioni di petrolio, principale risorsa economica del Paese.
Chi è Nizar Amedi
Nel suo primo intervento davanti al Parlamento, Amedi ha condannato ogni violazione della sovranità nazionale, dichiarando: «Difendere il territorio e gli interessi supremi dell’Iraq sarà la guida della mia presidenza».
Il nuovo capo di Stato ha aggiunto: «Sono pienamente consapevole delle sfide che dobbiamo affrontare. Servirà uno sforzo comune tra le istituzioni per superare la crisi e proteggere l’unità del Paese».
Ha ribadito la volontà di cooperare con Governo, Parlamento e magistratura, promuovendo la stabilità interna e sostenendo gli sforzi regionali e internazionali per porre fine ai conflitti.
Originario della provincia settentrionale di Dohuk, Amedi è laureato in ingegneria meccanica presso l’Università di Mosul. È un esponente di rilievo dell’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK), di cui guida l’ufficio politico a Baghdad dal 2024. In passato è stato assistente dei presidenti Jalal Talabani e Fouad Masum, nonché ministro dell’Ambiente nel Governo del premier uscente Mohammed Shi’a al-Sudani.
Amedi ha superato al ballottaggio il candidato rivale Muthana Amin Nader con 227 voti contro 15, dopo che nessuno dei 16 aspiranti aveva raggiunto la maggioranza dei due terzi al primo turno. Secondo la Costituzione irachena, il presidente ha ora 15 giorni di tempo per affidare l’incarico di formare il Governo al candidato del blocco parlamentare più numeroso.
Il processo politico rimane complesso, con le influenze contrapposte di Washington e Teheran a condizionare le alleanze interne. Il presidente americano Donald Trump aveva già avvertito che gli Usa potrebbero ridurre il sostegno a Baghdad in caso di un ritorno dell’ex premier Nouri al-Maliki, considerato vicino all’Iran.
Nel fragile equilibrio iracheno, la presidenza di Nizar Amedi si apre dunque sotto il segno della sfida diplomatica e della ricostruzione nazionale.