Guerra in Ucraina, Zelensky apre a una tregua energetica

 

Roma, 7 Aprile 2026 – L’Ucraina è pronta a interrompere gli attacchi al settore energetico russo a condizione che la Russia faccia altrettanto. Questa la proposta avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo discorso serale alla Nazione e rilanciata dai media locali che parlano di una dichiarazione suggerita dalla mediazione degli Usa.

Zelensky ha evidenziato la natura condizionale e reciproca della proposta che non è una resa, ma il segno di una disponibilità dell’Ucraina a sospendere gli attacchi «se la Russia è disposta a cessare gli attacchi al nostro settore energetico» lasciando intendere che Kiev non intende rinunciare alla propria capacità di deterrenza.

Non cessano gli attacchi

Mentre si tenta la via diplomatica per aprire a una tregua energetica, sale la tensione con attacchi da entrambi i fronti. A Nord-Est di Mosca, nella Regione di Vladimir alcuni droni di produzione ucraina hanno colpito un edificio residenziale causando la morte di padre, madre e un bambino. A confermare l’accaduto il governatore regionale Aleksandr Avdeev che su Telegram parla diun attacco nel distretto di Alexandrovsky che ha colpito un condominio di due appartamenti uccidendo due adulti e un bambino di sette anni”. Sopravvissuta l’altra figlia della coppia, una bambina di cinque anni, ricoverata in ospedale in seguito alle ustioni riportate.

Stando al Ministero della Difesa russo, nelle ore precedenti un attacco di droni ucraini avrebbe colpito una stazione di trasbordo petrolifero a Novorossiysk sul Mar Nero “nel tentativo di destabilizzare il mercato globale degli idrocarburi e interrompere così il flusso delle forniture per l’Europa”, denuncia il Ministero tramite un comunicato in cui parla di unattacco deliberatoalle infrastrutture della Caspian Pipeline Consortium, tra le più importanti della Regione “per infliggere il massimo danno ai suoi azionisti” tra cui figurano compagnie kazake e statunitensi” denunciando che gli attacchi ucraini hanno “danneggiato la banchina di carico scarico mentre è divampato un incendio nei quattro serbatoi di prodotti petroliferi”.

La battaglia dell’informazione

Secondo un recente rapporto statunitense rilanciato dai media boliviani, la Russia avrebbe cercato di diffondere narrazioni manipolate orchestrando una rete di disinformazione in America Latina avvalendosi della formazione di circa mille persone tra giornalisti, creatori di contenuti e influencer. A La Paz tra luglio e dicembre 2024 sarebbero giunti nel Paese otto specialisti russi.

Immediata la replica di Mosca che tramite l’ambasciata russa in Bolivia ha respinto ogni accusa definendole insinuazioni infondate eparte di una campagna russofoba”.

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