Crisi abitativa Ue: arriva il Commissario per la casa

 

Bruxelles, 7 Aprile 2026 – Tra il 2015 e il 2024, i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono aumentati in media del 53%, con picchi record in Ungheria (+209,5%), Lituania (+135%) e Portogallo (+124,4%). Un’impennata che ha messo sotto pressione il reddito delle famiglie: nel 2024, i costi abitativi hanno superato il 40% del reddito disponibile per il 9,8% delle famiglie urbane e per il 6,3% di quelle rurali. In Italia, la quota media destinata alla casa è stata del 13,6%.

Anche il mercato delle locazioni è in forte tensione: tra il 2010 e il 2025 i prezzi degli affitti sono aumentati del 27,8%. Per far fronte alle carenze abitative, la Commissione europea stima la necessità di 650 mila nuovi alloggi all’anno in aggiunta agli attuali livelli di offerta (circa 1,6 milioni), con un investimento di 150 miliardi di euro l’anno.

Un commissario europeo per la casa

In risposta a questa emergenza diffusa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, su forte pressione dei socialisti, ha nominato il primo Commissario europeo per l’Housing, il danese Dan Jørgensen, nel suo secondo mandato.

Nel dicembre scorso, Bruxelles ha presentato il primo piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, mirato ad aiutare gli Stati membri a realizzare «alloggi più accessibili, sostenibili e di qualità in tutta Europa». Entro il 2026, Jørgensen proporrà una nuova normativa sugli affitti brevi nelle aree a forte stress abitativo: «non sarà un divieto», ha chiarito, «ma servirà a definire meglio le zone di maggiore criticità».

Le politiche della casa restano competenza dei Governi nazionali, ma Bruxelles può intervenire con leve finanziarie e regolatorie. «In Europa quando si parla di housing sociale ci si riferisce all’edilizia popolare» spiega Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi immobiliare del Parlamento europeo, «mentre con affordable housing si intendono alloggi a prezzi accessibili anche per la classe media frutto della collaborazione tra pubblico e privato».

Il piano Ue punta ad aumentare l’offerta di alloggi, sostenere investimenti e riforme, e aiutare giovani, studenti e famiglie a basso reddito. Tra le misure previste: revisione delle regole sugli aiuti di Stato, semplificazione delle procedure edilizie, incentivi per la riqualificazione urbana e la costruzione di residenze universitarie.

Finora Bruxelles ha mobilitato 43 miliardi di euro nel settore residenziale e punta ad aggiungerne 10 miliardi tra il 2026 e il 2027 tramite InvestEU, più 1,5 miliardi dai fondi di coesione.

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