Roma, 1 Aprile 2026 – È in gravissime condizioni Roberto Arditti, giornalista, analista e uomo di comunicazione, colpito da un infarto all’età di 60 anni. Un professionista che aveva saputo costruire nel tempo un ponte solido tra istituzioni, informazione e strategia, lasciando un segno profondo nella scena mediatica e politica italiana.
Dalle istituzioni al giornalismo
Nato a Lodi il 28 agosto 1965, Arditti si era laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi di Milano. I primi passi della sua carriera lo avevano portato nelle istituzioni, al fianco di Giovanni Spadolini, dove dal 1987 al 1992 aveva lavorato nel gabinetto del presidente del Senato.
Da quell’esperienza nacque la sua passione per la comunicazione politica, che lo avrebbe poi accompagnato per tutta la vita. Nel 1992 approda al giornalismo radiofonico, diventando direttore delle news di Rtl 102.5, rete per cui condusse anche la trasmissione L’indignato speciale insieme ad Andrea Pamparana e Fulvio Giuliani.
Nel corso degli anni, Arditti è stato autore della trasmissione “Porta a Porta” su Rai 1, contribuendo alla costruzione di uno dei format più longevi dell’informazione televisiva italiana. Durante il secondo Governo Berlusconi, avviato nel 2001, ricoprì l’incarico di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola, ruolo che consolidò la sua conoscenza del linguaggio istituzionale.
Dal dicembre 2008 al gennaio 2010 fu direttore del quotidiano Il Tempo, di cui resterà poi editorialista e collaboratore. Pubblicò inoltre contributi per testate come Il Foglio, Linkiesta e Formiche, affermandosi come una delle voci più autorevoli del giornalismo d’analisi.
«Roberto aveva la capacità di leggere la politica come pochi», raccontano alcuni colleghi, «univa la precisione del cronista alla visione strategica del comunicatore».
Comunicazione e grandi eventi
Parallelamente all’attività giornalistica, Arditti aveva sviluppato una lunga esperienza nel mondo della comunicazione istituzionale e corporate. Fu infatti tra i protagonisti della macchina organizzativa di Expo 2015, evento di cui guidò la comunicazione con competenza e visione strategica.
Negli ultimi anni aveva fondato, insieme a Swg, la società di consulenza Kratesis, specializzata in politica, sicurezza e relazioni internazionali. Dal 2018 era inoltre direttore editoriale e membro del Consiglio di amministrazione di Base Per Altezza, società editrice.
Oltre all’impegno professionale, Arditti non aveva mai smesso di riflettere sul potere e sulla società contemporanea. Tra i suoi ultimi lavori figurano i libri “Hard Power” (Giubilei Regnani editore) e “Piumini e catene. Storie di maranza“, scritto con Alessio Gallicola (Curcio editore).