Milioni in piazza contro Trump nel Mondo

 

Washington, 29 Marzo 2026 – Milioni di manifestanti sono scesi in piazza negli Stati Uniti e all’estero per protestare contro il presidente Donald Trump. Le mobilitazioni, organizzate dal movimento di base “No Kings“, hanno denunciato il presunto stile di Governo autoritario del presidente, le politiche antiimmigrazione, la negazione del cambiamento climatico e la nuova guerra con l’Iran.

Le proteste più imponenti della storia americana

Secondo gli organizzatori, si tratterebbe di una delle più grandi manifestazioni nella storia degli Usa, con oltre 3.100 eventi in città, sobborghi e aree rurali. Il numero totale dei partecipanti, stimato in oltre nove milioni di persone, supera di gran lunga le precedenti ondate di protesta del movimento. È la terza mobilitazione nazionale del “No Kings” in meno di un anno. La prima ebbe luogo lo scorso giugno, nel giorno del 79° compleanno di Trump, in coincidenza con una parata militare organizzata a Washington. La seconda, nell’ottobre 2025, attirò circa sette milioni di partecipanti.

New York, decine di migliaia di manifestanti hanno invaso le strade. Tra loro anche l’attore premio Oscar Robert De Niro, che ha dichiarato: «Trump è una minaccia esistenziale alle nostre libertà e alla nostra sicurezza».

Washington, migliaia di persone hanno marciato lungo il National Mall, sollevando cartelli con scritte come “Trump Must Go Now” e “Fight Fascism”. Un manifestante, intervistato ha denunciato: «Continua a mentire, a mentire, a mentire, e nessuno dice niente. È una situazione terribile quella in cui ci troviamo». Queste mobilitazioni hanno messo in luce la profonda spaccatura politica del Paese. Se da un lato Trump è venerato nel movimento “Make America Great Again“, dall’altro è fortemente contestato per l’uso dei decreti esecutivi, il ricorso alla giustizia contro gli oppositori e la sua posizione scettica sul clima.

La reazione

Dalla Casa Bianca è arrivata una dura risposta. La portavoce Abigail Jackson ha definito le proteste «il prodotto di reti di finanziamento di sinistra senza vero sostegno popolare». Ha poi aggiunto: «Le uniche persone che si preoccupano di queste sedute terapeutiche per la sindrome di derangement di Trump sono i giornalisti che sono pagati per coprirle». Il Comitato nazionale repubblicano del Congresso ha parlato di «raduni dell’Odio per l’America», accusando l’estrema sinistra di promuovere «fantasie violente e squilibrate».

Tuttavia, gli organizzatori hanno sottolineato che due terzi dei manifestanti non provenivano da grandi città democratiche, segno di una crescente adesione anche in aree conservatrici.

Le manifestazioni oltre oceano

Anche l’Europa ha visto migliaia di persone scendere in strada. Manifestazioni si sono svolte ad Amsterdam, Madrid e Roma, mentre a Parigi diverse centinaia di americani residenti all’estero si sono riuniti alla Bastiglia insieme a sindacati e associazioni per i diritti umani. Ada Shen, dell’organizzazione Paris No Kings, ha spiegato: «Protesto contro tutte le guerre senza fine, illegali, immorali e sconsiderate di Trump».

Roma, migliaia di persone hanno sfilato contro gli attacchi degli Usa e di Israele all’Iran, cogliendo l’occasione per criticare anche la premier italiana Giorgia Meloni, reduce dal fallimento del referendum sulla riforma della giustizia.

Londra, la folla ha protestato contro la guerra e l’estrema destra, esibendo cartelli con slogan come “Stop the Far Right” e “Oppose Racism”.

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