Roma, 29 Marzo 2026 – Le centrali a carbone italiane potranno restare attive fino al 2038. È quanto prevede un emendamento approvato dalla commissione Attività produttive della Camera al cosiddetto decreto Bollette (Dl 21/2026). La proroga sposta così in avanti il termine fissato dal Pniec (Piano integrato energia e clima), che prevedeva la chiusura entro il 2025.
Il rinvio, tuttavia, non comporta la riattivazione automatica degli impianti di Civitavecchia e Brindisi, fermi da fine 2025. Perché ciò avvenga, sarà necessario richiedere una nuova autorizzazione all’uso del carbone e definire la destinazione d’uso delle centrali. Il Governo dovrà stabilire se mantenerle come “riserva fredda“, attivandole solo quando necessario, oppure rimetterle pienamente in funzione. La nuova scadenza dovrà inoltre essere notificata alla Commissione europea.
Stop alle chiamate commerciali non richieste
Tra le altre novità introdotte dal decreto, figura anche il telemarketing aggressivo. La commissione ha approvato un emendamento, presentato dai relatori Luca Toccalini (Lega) e Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), che vieterebbe le chiamate commerciali non richieste per la vendita di energia elettrica e gas.
Trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, sarà vietato contattare telefonicamente i consumatori o inviare messaggi a scopo promozionale senza previo consenso. Il contatto sarà consentito solo se il cliente ha effettuato una richiesta diretta, tramite i propri canali informatici, oppure se ha espresso consenso esplicito a ricevere offerte dal proprio fornitore.
I contratti stipulati in violazione di queste nuove tutele saranno considerati nulli. Gli utenti potranno inoltre segnalare eventuali abusi al Garante per la privacy e all’Agcom, indicando il numero di provenienza delle chiamate. Come sottolineano i relatori, l’obiettivo è quello di «rafforzare le garanzie per i cittadini e contrastare pratiche scorrette che generano sfiducia verso il mercato energetico libero».
Maggiore responsabilità per gli operatori energetici
Un ulteriore correttivo approvato su proposta di Fratelli d’Italia introduce un principio di responsabilità diretta per gli operatori di energia, gas e telecomunicazioni. Questi dovranno garantire la correttezza, trasparenza e adeguatezza delle attività di consulenza e proposta contrattuale, sia quando operano direttamente sia tramite reti di vendita.
Prima della firma del contratto, l’operatore sarà tenuto a verificare le esigenze del cliente e valutare l’idoneità dell’offerta proposta. Una misura che, nelle intenzioni dei promotori, mira a rendere più equo e trasparente il rapporto tra azienda e consumatore.
Novità anche per le Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Un emendamento a firma del presidente della commissione Alberto Gusmeroli include tra i soggetti che possono partecipare alle Cer anche le persone fisiche residenti in condominio, riconoscendo loro il diritto di aderire come soci o membri della comunità. Un passo che, spiega Gusmeruli, vuole «favorire una partecipazione diffusa alla produzione e condivisione di energia pulita, anche in ambito urbano».