Gestione del rischio agricolo Ue, le proposte Banca Mondiale

 

Bruxelles, 25 Marzo 2026 – Il sistema agro‑alimentare europeo si trova di fronte a un paesaggio di rischi sempre più complesso, in cui siccità, crisi di mercato, instabilità geopolitica e nuove minacce sanitarie mettono in discussione la capacità produttiva delle aziende agricole e la sicurezza alimentare dell’Unione. Il rapporto della Banca Mondiale, Solutions for Better Agri‑Risk Management in the European Union, presentato oggi (25 Marzo 2026) dalla Commissione europea, fotografa questo scenario e indica una serie di strumenti per rafforzare la resilienza del settore nel quadro della Politica agricola comune (Pac) post‑2027.

Secondo lo studio, la siccità è il rischio climatico dominante in Europa, responsabile di oltre la metà delle perdite agricole legate al clima, e rimane ampiamente sottoassicurata in molti Stati membri. A questa minaccia si sommano i rischi di mercato e quelli di biosicurezza, dal diffondersi della peste suina africana all’influenza aviaria, che hanno già causato miliardi di perdite agli allevatori europei. La risposta, avverte la Banca Mondiale, non può essere affidata soltanto a indennizzi ex post, ma richiede una combinazione più sofisticata di prevenzione, strumenti assicurativi e meccanismi di intervento rapido.

Evoluzione della Pac e adozione degli strumenti di rischio

Negli ultimi trent’anni la Pac ha progressivamente abbandonato la logica del sostegno ai prezzi per introdurre pagamenti diretti e, più di recente, un vero e proprio toolkit di gestione del rischio fondato su sussidi alle assicurazioni, fondi mutualistici e strumenti di stabilizzazione del reddito. Tuttavia, l’adozione di questi strumenti rimane disomogenea nel territorio dell’Unione e spesso insufficiente rispetto all’intensità dei rischi. Il rapporto mostra come l’attesa di aiuti pubblici straordinari dopo le calamità riduca l’incentivo degli agricoltori a ricorrere a polizze o fondi mutualistici, generando fenomeni di azzardo morale e distorsioni nel mercato assicurativo.

Dalle analisi econometriche emergono inoltre alcuni fattori chiave che influenzano la diffusione degli strumenti di gestione del rischio: l’intensità dello stress idrico, la redditività delle aziende, il peso dei pagamenti diretti nel reddito agricolo. Nelle aree più esposte alla scarsità d’acqua cresce la domanda di coperture assicurative, mentre le aziende più redditizie e specializzate tendono paradossalmente a ricorrervi meno, confidando nelle proprie riserve finanziarie. Al contrario, le aziende piccole e meno specializzate dipendono fortemente dai pagamenti diretti e mostrano una minore propensione a utilizzare strumenti assicurativi complessi.

Consigli

La Banca Mondiale propone una serie di raccomandazioni per rendere il sistema europeo di gestione del rischio più agile e inclusivo. Tra queste: ampliare la gamma di prodotti assicurativi sostenuti dalla PAC, includendo coperture basate sul reddito e indici climatici; ridurre i costi di accesso e la burocrazia per le piccole aziende; rafforzare i fondi mutualistici e chiarire il quadro regolatorio per i pool di coassicurazione e co‑riassicurazione.

Un altro capitolo cruciale riguarda i dati: il rapporto suggerisce di migliorare la trasparenza sugli aiuti per calamità, creare un repository unico delle misure nazionali ed europee e investire in modelli climatici e profili di rischio nazionali per orientare le future scelte della Pac. L’obiettivo è passare da una gestione episodica delle crisi a una strategia strutturale che metta la resilienza al centro delle politiche agricole dell’Unione.

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