Roma, 16 Marzo 2026 – La crisi internazionale innescata dall’attacco congiunto di Usa e Israele contro l’Iran e il conseguente innalzamento dei prezzi del carburante, ha riacceso il dibattito sulle misure da adottare per alleggerire il peso sulle famiglie e sulle imprese.
Al momento il Governo non pare orientato all’introduzione di un nuovo taglio delle accise generalizzato sui carburanti, ma valuterebbe soluzioni più mirate come ad esempio un bonus anti-crisi destinato alle imprese più soggette agli aumenti causati dai blocchi all’export e dei costi dell’energia e alle famiglie con una Isee al di sotto dei 15mila euro.
La strategia
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha tracciato una rotta chiara: concentrare le risorse sui soggetti più colpiti. Insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta valutando misure definite “compensative” rivolte a famiglie a basso reddito, all’autotrasporto e alle imprese che subiscono l’impatto diretto delle bollette più alte e delle difficoltà commerciali. L’obiettivo dichiarato è evitare una misura universale che riduca le accise per tutti, privilegiando invece interventi mirati che limitino la dispersione delle risorse pubbliche.
La questione sui carburanti, come spiegato da Urso, dovrebbe essere argomento di discussione al prossimo Consiglio dei ministri mentre l’esecutivo continua a monitorare la situazione e l’evoluzione della crisi che, come evidenziato dal Codacons, presenta un conto salato per gli automobilisti, pari a circa 16,5 milioni di euro. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani invece non esclude a priori la possibilità di rivedere le accise pur evidenziando la necessità di “fare bene e non in fretta”.
Le richieste dell’opposizione
Sull’altro fronte, l’opposizione insiste su una soluzione diversa: la restituzione dell’extragettito derivante dall’aumento dei prezzi alla pompa attraverso la cosiddetta accisa mobile. Elly Schlein chiede che «si restituisca subito ai cittadini l’extragettito incassato dallo Stato quando benzina e diesel superano determinate soglie» e denuncia il peso che gli aumenti stanno scaricando sulle famiglie. Anche le associazioni dei consumatori, come Codacons, sollecitano un intervento diretto sulle accise, ritenendo che misure come i bonus non portino “benefici reali alla collettività” ma piuttosto rappresentano un “palliativo”.
La crisi dei carburanti porta conseguenze anche all’aumento delle entrate fiscali. Secondo alcune stime delle associazioni dei consumatori, lo Stato starebbe comunque incassando somme aggiuntive rispetto lo scorso mese. Questione che alimenta il dibattito politico.