Difesa Ue: focus su Aspides e sicurezza delle rotte

 

Bruxelles, 15 Marzo 2026 – Bruxelles sta valutando un possibile rafforzamento della missione navale europea Aspides, impegnata nella protezione del traffico marittimo nel Mar Rosso e nelle aree circostanti. Il dossier sarà al centro della riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea, prevista per domani, sotto la guida dell’Alta rappresentante Kaja Kallas.

Una riflessione strategica sul futuro della missione

Secondo fonti europee, non è attesa una decisione immediata, ma sono in corso valutazioni interne sul modo migliore di impiegare gli strumenti già disponibili e su un eventuale adattamento del mandato operativo. Tra le ipotesi in esame figurano il rafforzamento dei contributi navali dei Paesi membri e un aumento della capacità di risposta della missione, che oggi opera nel Mar Rosso, nel Golfo Persico e nel Golfo di Aden, aree particolarmente sensibili per la sicurezza delle rotte commerciali.

Da ieri, 14 marzo, l’Italia ha assunto il comando della forza navale europea Aspides. Il contrammiraglio Milos Argenton è stato nominato nuovo comandante della missione, come riportato dalla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il passaggio di consegne ufficiale avverrà la prossima settimana a bordo della nave Rizzo, attualmente operativa nel Mar Rosso. Questa transizione segna un momento significativo per la presenza italiana nel quadro della difesa marittima europea, in una fase di crescente attenzione verso la sicurezza delle rotte commerciali globali.

Tajani: «Siamo pronti a rafforzare Aspides»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia nella missione, sottolineando la volontà di potenziare l’iniziativa europea. «Siamo pronti a rafforzare la missione Aspides per tutelare i nostri commerci» – ha dichiarato, commentando gli sviluppi nel Golfo e le tensioni che minacciano il libero flusso del traffico marittimo.

Rispondendo a una domanda sulla situazione nello Stretto di Hormuz, Tajani ha chiarito che l’Italia non è coinvolta in operazioni militari in quell’area. «Noi non siamo coinvolti in operazioni militari su Hormuz» – ha precisato – «e nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz». Le sue parole fanno riferimento alla recente richiesta dell’ex presidente statunitense Donald Trump ai Paesi alleati per inviare navi militari a sostegno delle operazioni nella Regione.

Una sfida cruciale per la sicurezza europea

La possibile evoluzione della missione Aspides riflette la crescente preoccupazione europea per la sicurezza delle rotte marittime internazionali, in un contesto di instabilità nel Golfo e nel Mar Rosso. L’Unione europea mira a mantenere un equilibrio tra protezione dei propri interessi economici e cautela militare, garantendo al tempo stesso una presenza coerente con gli orientamenti della propria politica estera e di sicurezza comune.

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