Celeste, pronta la nuova missione spaziale europea

 

 

Milano, 13 Marzo 2026 – Tutto pronto per la missione spaziale europea Celeste con a bordo i primi due satelliti dimostrativi. La missione prenderà il via il 24 marzo quando il razzovettore Electron dell’azienda statunitense Rocket Lab partirà da uno spazioporto privato, il primo al Mondo situato nella penisola Mahia in Nuova Zelanda.

La missione Celeste si pone come un cambio di paradigma. Nasce infatti per rafforzare e integrare Galileo, il sistema europeo di navigazione ad oggi ritenuto il più performante e preciso al Mondo.

Verso l’orbita bassa

Ciò che differisce e rappresenta una grande novità è l’orbita in cui la missione opera. I due satelliti dimostrativi voleranno infatti fino all’orbita terrestre bassa, tra i 500 e i 1.000 chilometri di altitudine. Una distanza molto inferiore rispetto ai più di 20mila chilometri in cui operano i satelliti Galileo.

Questa scelta per Celeste apre possibilità completamente nuove. A quote più basse, infatti, i segnali possono essere trasmessi con caratteristiche diverse, più robuste, capaci di penetrare meglio e di offrire una precisione ancora maggiore. Inoltre Celeste potrà sfruttare bande di frequenza finora inutilizzate, ampliando la gamma dei servizi e rendendo l’intero ecosistema europeo della navigazione più flessibile e resistente. La vicinanza alla Terra infatti rende i sistemi più veloci e performanti.

A intercettare il primo segnale dei satelliti la stazione norvegese delle Svalbard: da qui inizierà la fase di posizionamento dei satelliti, il dispiegamento delle antenne e dei pannelli solari, dando inizio alla fase operativa la cui durata è prevista per sei mesi, periodo durante il quale verranno condotti test.

L’Esa, che insieme a Thales Alenia Space collabora alla missione ha già programmato il lancio di altri quattro elementi della costellazione, più grandi e più potenti, previsti per il 2027. Saranno loro a consolidare la rete, trasformando l’attuale dimostrazione tecnologica in un’infrastruttura operativa.

L’obiettivo finale è tanto ambizioso quanto necessario: costruire un sistema europeo capace di garantire indipendenza, sicurezza e continuità in un settore in continua espansione.

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