Oggi sciopero Flc Cgil e Usb pubblico impiego-università

 

 

Roma, 9 Marzo 2026 – Una giornata di astensione dal lavoro, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, è stata proclamata oggi anche nei settori di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale, dalla Federazione dei lavoratori della conoscenza Cgil.

«Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all’autodeterminazione e alla parità di genere, davanti alla evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale, che si traduce in frequenti episodi di violenza e discriminazione delle donne», afferma il sindacato di categoria. Proclamato pure dall’Usb uno sciopero per l’intera giornata.

Sciopero per le donne Cgil Usb

«La crisi economica da anni ha raggiunto livelli insostenibili» – sostengono i sindacalisti Usb – «e a pagare il conto più salato sono, ancora una volta, le donne. Dal trauma del Covid 19 al passaggio verso un’economia di guerra avanzata, il percorso è segnato: un costante impoverimento che colpisce prioritariamente le lavoratrici. Viviamo in un contesto dove la militarizzazione dei bilanci pubblici sottrae ossigeno ai servizi sociali e ai salari.

E continuano: «Mentre si finanziano le guerre, i rinnovi contrattuali nel pubblico e nel privato sono briciole: gli aumenti salariali non coprono nemmeno la metà del tasso di inflazione. Le risposte del Governo? Propaganda e incentivi ininfluenti. Il tanto sbandierato sgravio fiscale per le madri con 3 o più figli è uno specchietto per le allodole che raggiunge appena 500-600 mila lavoratrici su una platea di 6 milioni di madri (Dati Istat 2026). La realtà è un’altra: siamo di fronte a una guerra contro poveri e lavoratori e soprattutto lavoratrici».

Sciopero transfemminista, a Roma lo striscione contro la guerra

“Anti war – Feminism resistance”, si legge sull’enorme striscione srotolato da Ponte Sublicio a Roma, durante il corteo organizzato da “Non una di meno“, nel giorno dello sciopero generale transfemminista. Il corteo, a cui partecipano migliaia di persone, è partito da Piazzale Ostiense in direzione Ministero dell’istruzione.

Fumogeni colorati e impronte di mani rosse sulle scalinate del Ministero dell’Istruzione, dove si è fermato il corteo, per una delle mobilitazioni per la Giornata internazionale per i diritti delle donne. “Il consenso è sexy, fermiamo il ddl Bongiorno”, si legge su uno degli striscioni.

Bologna, picchetti studenti nei licei e occupato 38 via Zamboni

Picchetti e flash mob davanti alle scuole e alle sedi universitarie di Bologna, questa mattina, in occasione dello sciopero per l’8 marzo. Studentesse e studenti sono partiti questa mattina in corteo per le strade del centro e lungo i viali, bloccando il traffico e manifestando “contro il patriarcato”. Lanciate uova anche contro l’edificio che ospiterà la nuova caserma in Bolognina. Al liceo Sabin, in particolare, l’ingresso alla scuola è statochiusoda un cordone fatto con indumenti intimi legati tra loro. Allestito poi un piccolo rogo per “bruciare il dress code” in maniera simbolica.

E ancora, davanti alla chiesa del Sacro Cuore, alcune studentesse si sono tolte la maglietta e, restando in reggiseno, hanno esposto un cartello sempre contro il patriarcato e lasciato slogan del tipo: “Ma quale Stato, quale Dio: sul mio corpo decido io”. Bruciati inoltre alcuni mazzi di mimose. Altre proteste con fumogeni, striscioni e cori contro il patriarcato organizzate anche davanti ai licei Galvani, Copernico e Laura Bassi. I collettivi studenteschi si sono resi protagonisti di picchetti e manifestazioni anche nelle sedi universitarie. La Facoltà di Lettere in via Zamboni 38 occupata già ieri sera, in occasione della “passeggiata notturna” per le strade della zona universitaria, indetta dai collettivi “contro la militarizzazione che contraddistingue questa parte della città e per contrastare le retoriche securitarie”.

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