Salgono i prezzi carburanti, Meloni: «Pronti a punire chi specula»

 

Milano, 6 Marzo 2026 – Temi duri per gli automobilisti e nono solo. I display delle pompe di carburante continuano ad aumentare segnando un termometro che riflette la situazione internazionale sottolineando come il conflitto in Medio Oriente ci interessi da vicino.

La benzina in modalità self service ha superato con decisione la soglia di 1,7 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 1,8 euro. Per il diesel si tratta del livello più elevato degli ultimi due anni, dal 4 marzo 2024; per la benzina bisogna tornare al 5 dicembre 2025 per trovare prezzi simili.

I rincari

Per quanto riguarda i rincari dei carburanti, le medie nazionali, calcolate su circa ventimila impianti e comunicate all’Osservatorio prezzi del Mimit, parlano chiaro. Alle 8 di ieri mattina la benzina self service era a 1,724 euro al litro, il diesel a 1,815. Sul servito, i numeri diventano ancora più pesanti: 1,859 euro per la benzina, 1,945 per il gasolio. Anche i carburanti alternativi seguono la tendenza: Gpl a 0,694 euro/litro, metano a 1,423 euro/kg, Gnl a 1,228 euro/kg.

Sulle autostrade, dove ogni centesimo pesa di più, la situazione è ancora più tesa: benzina self service a 1,816 euro/litro, gasolio a 1,903. Sul servito si superano i 2 euro.

Meloni: «Colpire fiscalmente chi dovesse speculare»

Mentre l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) annuncia di aver disposto l’attivazione dell’Unità di vigilanza energetica per monitorare in tempo reale i costi e l’Antitrust segnala la ricezione di numerosi esposti, il Governo fa sapere di tenere sotto controllo costantemente la situazione. Da Palazzo Chigi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni evidenzia la possibilità di agire fiscalmente contro coloro che dovessero approfittare della situazione. Parole condivise e riprese dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Da parte sua il Codacons sottolinea che il Governo potrebbe attivare le accise mobili che dovrebbero alleggerire in parte la situazione.

Forte anche la preoccupazione di Confindustria il cui presidente Emanuele Orsini richiedendo l’intervento del Governo ha ribadito che «a una settimana dal conflitto i prezzi sono improponibili» ponendo l’accento sul fatto che i rincari colpiscono tanto le famiglie quanto le aziende, mettendo a rischio la competitività del sistema produttivo. Per Orsini è urgente bloccare le speculazioni finanziarie sull’energia, perché i prezzi attuali non sono sostenibili.

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