Roma, 26 Febbraio 2026 – Sono giorni complessi per chi deve mettersi in viaggio. Da oggi infatti l’Italia sarà interessato da uno sciopero nazionale che inizia dai lavoratori del settore aereo per poi passare da domani 27 febbraio, fino a sabato 28, allo stop del trasporto ferroviario. Una mobilitazione a catena che potrebbe portare disagi significativi e che nasce da vertenze sindacali rimaste irrisolte da mesi.
Sciopero trasporto aereo
Lo sciopero di 24 ore proclamato da Cub Trasporti coinvolge l’intero comparto aereo, dagli addetti aeroportuali ai lavoratori dell’indotto. A questo si aggiungono le agitazioni del personale di Ita Airways e quelle dei piloti e assistenti di volo EasyJet, anch’esse della durata di un’intera giornata. (fasce di garanzia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21)
La protesta non si limita alla sospensione dei voli: negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Linate, Malpensa e Napoli sono previsti presidi dalle 10 alle 16, a testimonianza di una tensione tra lavoratori e aziende.
Le motivazioni
Lo sciopero nazionale del personale delle compagnie EasyJet e ItaAirways come annunciano Cgil,Fit Cisl, Ugl, Uiltrasporti e Anpac è dovuto al mancato accordo inerente il nuovo contratto collettivo scaduto a dicembre del 2024.
In un comunicato redatto a più mani, denunciano un impianto contrattuale inadeguato, di salari erosi dall’inflazione e di tutele insufficienti in un settore che, dopo la pandemia, ha visto tornare i volumi di traffico ai livelli pre-Covid.
Situazione analoga per i piloti e gli assistenti di volo EasyJet, che attendono il rinnovo del contratto da settembre dello scorso anno. I sindacati lamentano un peggioramento delle relazioni industriali e una programmazione operativa che, a loro dire, espone il personale a continue criticità. Per entrambe le vertenze, chiedono un confronto serio e tempi certi, avvertendo che senza risposte concrete la mobilitazione proseguirà.
Il fronte di venerdì
Da domani lo sciopero interesserà il settore dei trasporti su binari. Aderiscono allo sciopero i lavoratori di Trenitalia, Italo, Gruppo FS italiane, Trenord e Trenitalia Tper che assicurano comunque le fasce orarie garantite consultabili sui rispettivi siti delle compagnie.
La protesta più rilevante è quella proclamata dall’Assemblea nazionale Pdm/Pdb del Gruppo FS, che riguarda macchinisti e capitreno. A questa si aggiungono le agitazioni indette da Cub Trasporti e Usb. Tra le richieste il rinnovo del contratto collettivo nazionale.