Washington, 24 Febbraio 2026 – Tensione alta tra Usa e Messico dopo la morte di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho“, leader del Cartello di Jalisco – Nuova Generazione (CJNG). L’uccisione del boss ha scatenato un’ondata di violenze che ha interessato gran parte del territorio messicano, mentre Washington ha lanciato un duro monito ai cartelli.
L’avvertimento della Casa Bianca
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato che Washington non tollererà alcuna minaccia ai propri cittadini. «Sanno che non possono toccare un solo statunitense, o andranno incontro a gravi conseguenze sotto questo presidente, come sta già accadendo», ha affermato, sottolineando la linea dura dell’amministrazione Trump contro il narcotraffico.
La portavoce ha confermato che non vi sono segnalazioni di cittadini statunitensi feriti, rapiti o uccisi durante gli scontri avvenuti in Messico. «Al momento non siamo a conoscenza di segnalazioni di cittadini Usa coinvolti», ha precisato.
Collaborazione tra intelligence e autorità messicane
Condotta con successo dall’esercito messicano, con una stretta collaborazione dell’intelligence statunitense l’operazione che ha portato all’uccisione di Oseguera Cervantes, secondo quanto riferito da Leavitt in un’intervista a Fox News. «Questo non sarebbe stato possibile senza la leadership del presidente Trump», ha affermato la portavoce.
L’amministrazione americana ha inoltre ricordato di aver designato i cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere, confermando un approccio più aggressivo nella lotta al narcotraffico. Leavitt ha menzionato anche le «misure letali» adottate contro sospetti narcotrafficanti nei Caraibi e nel Pacifico, parte della strategia per contenere il traffico di droga verso gli Usa.
Il bilancio della violenza in Messico
Oseguera Cervantes è stato ucciso a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, durante un’operazione delle forze armate messicane, sostenuta da informazioni fornite da Washington. In seguito alla sua morte, gravi disordini hanno scosso un terzo degli Stati del Paese: gli scontri hanno provocato la morte di 25 militari, di un vigilante, di un agente della Procura di Jalisco e di 30 presunti membri del CJNG.
Le azioni violente hanno incluso circa 85 blocchi stradali, incendi di veicoli e attacchi a stazioni di servizio, banche e negozi. Centinaia di turisti statunitensi sono rimasti bloccati nelle principali Città occidentali, tra cui Guadalajara e Puerto Vallarta, a causa della situazione di instabilità che continua a preoccupare entrambe le sponde del confine.