Roma, 24 Febbraio 2026 – Da oggi, entra in vigore l’obbligo di installare l’alcolock sui veicoli di chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul Portale dell’automobilista l’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori e dei modelli compatibili. Questa misura, prevista dal nuovo Codice della strada, mira a prevenire recidive e a incrementare la sicurezza sulle strade.
La norma, firmata dal ministro Matteo Salvini lo scorso luglio, rappresenta un passo concreto contro l’alcol alla guida dopo oltre 15 mesi dall’entrata in vigore della legge. L’alcolock agisce come deterrente bloccando l’avviamento del motore se rileva alcol nel respiro del conducente.
Come funziona
L’alcolock è un etilometro elettrochimico integrato nel veicolo che richiede un test del respiro prima di accendere il motore. In pochi secondi analizza l’aria espirata e calcola la concentrazione di alcol: se supera lo zero, il veicolo resta immobilizzato. Deve rispettare la norma EN 50436 e gli standard europei UE 2019/2144 e 2021/1243, con un sigillo anti-manomissione applicato dagli installatori.
Durante i controlli stradali, il conducente deve esibire la dichiarazione di installazione originale e il certificato di taratura valido, senza bisogno di aggiornare il libretto di circolazione. L’obiettivo è scoraggiare la guida sotto l’influenza dell’alcol, specialmente per i recidivi.
L’obbligo d’installazione riguarda i conducenti condannati in via definitiva per guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l (durata 2 anni) o superiore a 1,5 g/l (3 anni), sulle categorie di veicoli M (passeggeri) e N (merci). Dopo la sospensione della patente, possono guidare solo con alcolock installato a proprie spese. La misura si applica dopo la riattivazione della patente, con codici unionali 68 (“Niente alcol”) e 69 (“Veicoli con alcolock”) apposti dal Prefetto. Chi condivide il veicolo familiare deve sottoporsi al test ogni volta.
Dispositivi e modelli compatibili
Al momento sono autorizzati due modelli: Breathech Alcolock B1000 e Zaldy Alcolock. Il primo è compatibile con numerose auto, mentre il secondo si adatta a furgoni e mezzi merci (categorie M1-M3, N1-N3). Sul Portale dell’automobilista sono elencati i produttori, come Autobynet per Breatech, e i veicoli omologati. L’elenco è in aggiornamento, ma attualmente limita le opzioni per molti utenti. I produttori forniscono istruzioni dettagliate per installazione e manutenzione.
Solo officine indicate dai produttori e inserite nell’elenco Mit possono montare i dispositivi, tra quelle abilitate alla meccatronica. Per Breathech ce ne sono circa 75, concentrate al Nord (Milano, Lodi, Vigevano); per Zaldy solo 3 (Torino, Pisa, Varese). Gli installatori applicano il sigillo speciale e rilasciano certificato di taratura. Questa restrizione crea problemi logistici, specie al Sud, e non richiede collaudo motorizzazione.
Il costo stimato si aggira sui 2.000 euro per installazione, inclusi dispositivo e manodopera, interamente a carico del trasgressore. Aggiungono taratura periodica, manutenzione e boccagli monouso. Prezzi di listino base: 1.500-1.600 euro, più extra. Federcarrozzieri evidenzia come questi oneri penalizzino economicamente i sanzionati.
Principali criticità evidenziate
Il parco auto italiano ha un’età media di 13 anni, rendendo impossibile l’installazione su vetture datate prive di tecnologia adeguata. Famiglie monoveicolo impongono test a tutti i conducenti. Le limitazioni sugli installatori violano norme sulla concorrenza, riducendo operatori e gonfiando prezzi.
Sanzioni per i trasgressori
Chi non installa l’alcolock rischia multa da 158 a 638 euro e sospensione patente 6–12 mesi. La manomissione raddoppia le pene; la recidiva con ebbrezza incrementa le sanzioni di un terzo. Il sigillo autodistruttivo previene le frodi.