Washington, 21 Febbraio 2026 – Donald Trump riaccende la miccia del protezionismo. Dopo la decisione della Corte Suprema statunitense che ha giudicato illegali i precedenti dazi commerciali imposti dalla sua amministrazione, il presidente ha deciso non solo di confermarli, ma di aumentarli ulteriormente, portando la tariffa globale dal 10% al 15%. Una mossa annunciata con toni trionfali sul suo social Truth, poche ore dopo la sentenza.
L’annuncio e il riferimento legale
Secondo il messaggio pubblicato dal presidente, la decisione arriva «sulla base di un’analisi approfondita, dettagliata e completa» della sentenza della Corte. Trump ha definito il verdetto «ridicolo, mal scritto e straordinariamente anti‑americano», annunciando che gli Usa reagiranno «con effetto immediato».
Il nuovo provvedimento si fonda sulla Section 212 del Trade Act del 1974, che consente l’introduzione temporanea di dazi globali fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni. Il presidente ha sottolineato che le tariffe saranno applicate a quasi tutte le importazioni, escludendo solo alcuni prodotti farmaceutici e le merci già coperte dal trattato commerciale tra Usa, Messico e Canada.
Trump ha poi aggiunto: «Nel corso dei prossimi mesi, la mia amministrazione determinerà ed emetterà le nuove tariffe legalmente ammissibili, proseguendo il nostro straordinario processo di successo per rendere l’America di nuovo grande, più grande che mai».
Lo scontro con la Corte Suprema
La decisione della Corte Suprema rappresenta un punto cruciale nel braccio di ferro tra la Casa Bianca e il potere giudiziario. I giudici hanno stabilito che il presidente non può ricorrere alla legge del 1977 sulla gestione delle emergenze economiche internazionali (International Emergency Economic Powers Act, IEEPA) per introdurre dazi senza l’autorizzazione esplicita del Congresso.
Quella legge, nata per consentire il blocco dei beni e l’imposizione di sanzioni nei confronti di Paesi ostili, era stata utilizzata da Trump come strumento commerciale, estendendone l’applicazione oltre i limiti originari. La Corte ha chiuso a questa interpretazione, dichiarandola incompatibile con la Costituzione americana.
Il tycoon non ha risparmiato critiche al tribunale, ringraziando invece i tre giudici che hanno espresso voto contrario alla maggioranza: Brett Kavanaugh, Clarence Thomas e Samuel Alito. «Il mio nuovo eroe è il giudice Kavanaugh e, certamente, i giudici Thomas e Alito. Non c’è alcun dubbio che loro vogliano rendere di nuovo grande l’America», ha scritto il presidente su Truth.