Roma, 19 Febbraio 2026 – Sentirsi soli nel cuore della community. È il paradosso della generazione digitale, sempre più connessa ma anche sempre più isolata. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti su oltre 60mila universitari tra i 18 e i 24 anni, pubblicato sul Journal of American College Health, più tempo sui social equivale a un rischio maggiore di solitudine. In particolare, trascorrere più di 16 ore a settimana – poco più di due ore al giorno – aumenta del 38% la probabilità di sentirsi soli.
Gli autori invitano le istituzioni accademiche a promuovere una maggiore consapevolezza sugli effetti dell’uso intensivo dei social media, incoraggiando gli studenti a stabilire dei limiti e a coltivare più relazioni reali.
Il volto nascosto della connessione
Lo studio rivela che oltre la metà dei giovani universitari si sente sola. Ma chi passa più tempo online è il più vulnerabile. Madelyn Hill, che ha guidato la ricerca durante il suo dottorato alla School of Human Services dell’Università di Cincinnati e oggi insegna alla Ohio University, osserva: «Sappiamo che le persone sole hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione e di morire prematuramente. La prima età adulta è un periodo di profondi cambiamenti, ed è fondamentale che i college aiutino i loro studenti a creare legami autentici».
Instagram, Facebook e Snapchat risultano ancora le piattaforme più amate dai giovani adulti, ma anche le più associate a un calo della socializzazione faccia a faccia. Gli studiosi hanno analizzato i dati di 64.988 studenti provenienti da oltre 120 college, misurando la solitudine attraverso domande su quanto spesso si sentissero esclusi o isolati.
Il 54% degli studenti ha dichiarato di sentirsi solo, un dato in linea con altre recenti rilevazioni statunitensi. Gli appartenenti a confraternite o gruppi organizzati risultano meno inclini all’isolamento grazie alle occasioni di aggregazione, mentre chi vive ancora con la famiglia è più soggetto a sentirsi distante.
L’indagine mostra che il 13% degli studenti usa i social oltre 16 ore a settimana. Tra le 16 e le 20 ore di utilizzo, il rischio di solitudine sale del 19%; tra 21 e 25 ore del 23%; tra 26 e 30 ore del 34%. Oltre le 30 ore, la probabilità cresce fino al 38%. Gli autori ammettono che non sia possibile affermare se la solitudine provochi l’uso eccessivo o viceversa, ma il legame appare sempre più evidente.