Monaco di Baviera, 15 Febbraio 2026 – Ultimo giorno di lavori alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dominato da un doppio filo conduttore: il ruolo geopolitico dell’Europa in uno scenario globale sempre più instabile e la sfida della competitività economica. Una chiusura che intreccia difesa, leadership politica e rilancio del mercato interno, con interventi di alto profilo istituzionale.
La mattinata si è aperta con un panel dedicato alla sicurezza europea, che ha visto intervenire l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas insieme al presidente lettone Edgars Rinkevics, alla vice segretaria generale della Nato Radmila Sekerinska e alla sottosegretaria alle Forze armate francesi Alice Rufo. A seguire, il focus si è spostato sulla tenuta economica dell’Unione, con la presidente della Bce Christine Lagarde e il premier estone Kristen Michal tra i relatori. In programma anche gli interventi del primo ministro croato Andrej Plenkovic, del ministro delle Finanze norvegese Jens Stoltenberg e della ministra degli Esteri ombra britannica Priti Patel. La conferenza si è conclusa con le osservazioni finali del presidente Wolfgang Ischinger.
Kallas: «La Russia non è una superpotenza»
Nel suo intervento, Kaja Kallas ha invitato a mantenere «lucidità» sull’effettiva forza di Mosca. «Cerchiamo di essere lucidi riguardo alla Russia: non è una superpotenza», ha dichiarato, sottolineando come, dopo oltre un decennio di conflitti e quattro anni di guerra su vasta scala, l’avanzata russa rispetto alle linee del 2014 sia stata limitata a fronte di «1,2 milioni di vittime».
Secondo l’alto rappresentante, oggi la Russia è «distrutta», con un’economia «a pezzi», isolata dai mercati energetici europei e segnata dalla fuga di cittadini. Ma la vera minaccia, ha avvertito, è che Mosca possa «ottenere più risultati al tavolo delle trattative di quanti ne abbia ottenuti sul campo di battaglia», trasformando la diplomazia in un terreno di vantaggio strategico.
Kallas ha poi respinto la narrazione di un’Europa «woke e decadente», rivendicando la forza attrattiva del progetto europeo. «Le persone vogliono ancora unirsi al nostro club», ha affermato, ricordando che i cittadini dei Paesi membri chiedono un’Unione più incisiva, capace di «difendere i nostri valori» e rafforzare la propria autonomia strategica. «Sappiamo assolutamente chi siamo e ciò per cui ci battiamo», ha concluso, richiamando la necessità di riforme strutturali per superare lentezze decisionali.
Lagarde: «Il mercato interno si sta risvegliando»
Sul fronte economico, Christine Lagarde ha ribadito come l’Europa tenda a rafforzarsi nei momenti di crisi. «Se leggi i padri fondatori, tutti dicono la stessa cosa: l’Europa cresce in tempi di crisi», ha affermato durante il panel dedicato alla competitività, sottolineando la capacità dell’Unione di reagire agli shock.
La presidente della Bce ha parlato di una nuova fase di coordinamento politico tra i leader europei, anche alla luce del mutato atteggiamento degli Stati Uniti. «Il mercato interno si sta risvegliando», ha evidenziato, ricordando che la crescita dell’ultimo anno, pari all’1,5%, trainata interamente da consumi e investimenti, mentre le esportazioni hanno fornito un contributo negativo.
Un segnale che rafforza l’urgenza di consolidare il mercato unico, sostenere la domanda interna e rilanciare la competitività europea in un contesto globale segnato da frammentazione, tensioni geopolitiche e nuove sfide industriali.