Sanremo, Pucci rinuncia: «Termine fascista non dovrebbe esistere»

 

 

Roma, 8 Febbraio 2026 – Andrea Pucci rinuncia a Sanremo, dopo le polemiche che hanno accompagnato l’annuncio della sua presenza come coconduttore della terza serata. «Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili!», dichiara, parlando di «onda mediatica negativa» che altera «il patto fondamentale» con il pubblico. Di qui la scelta del “passo indietro”, ringraziando Carlo Conti e la Rai. «Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più», afferma. «Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno».

Codacons, giusta decisione Pucci di rinunciare

Giusta per il Codacons la decisione di Andrea Pucci di rinunciare al festival di Sanremo. Era stata proprio l’associazione di consumatori a sollevare subito dubbi circa l’opportunità della presenza del comico all’Ariston, dopo le tante proteste arrivate da più parti. L’errore è stato tuttavia commesso dalla Rai e da Carlo Conti che, ancora una volta, nella rincorsa all’audience hanno scelto per il festival personaggi divisivi e che in passato si sono distinti per affermazioni e messaggi sbagliati, precisa il Codacons. Battute omofobe, sessiste e razziste, anche se in un contesto di comicità, rischiano di lanciare messaggi errati al pubblico, specie a quello più giovane che segue Sanremo.

Meloni, solidarietà a Pucci per clima intimidazione e odio

«Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui». Giorgia Meloni spiega così, su X, che «esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia». «È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco», aggiunge.

Sanremo, M5S: «Deriva illiberale? Meloni più comica di Pucci»

«Panico a Palazzo Chigi: Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo e parte immediatamente l’allarme democratico. Giorgia Meloni lancia allarme rosso parlando di intimidazione, odio e addirittura di spaventosa deriva illiberale. Mancava solo l’appello al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per difendere il diritto universale alla battuta sul suocero e alla barzelletta sugli stereotipi anni Novanta». Sono i parlamentari M5S in Vigilanza Rai, Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato a dirlo, spiegando che «per Meloni il problema non sono le guerre e le bollette alle stelle, ma Pucci a Sanremo».

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