Tragedia nel Mediterraneo, mille migranti dispersi

 

Tunisi 2 Febbraio 2026 – Il bilancio della tragedia nel Mediterraneo centrale avvenuta durante il passaggio del ciclone Harry, che ha investito duramente anche le coste italiane, si aggrava di ora in ora. Secondo le stime più recenti, diffuse da organizzazioni per i diritti umani, potrebbero essere fino a mille i migranti dispersi in mare tra il 26 e il 28 gennaio.

Le stime delle Ong: “Evento di proporzioni mai viste”

L’allarme è stato lanciato da Mediterranea Saving Humans, che ha elaborato i dati raccolti da Refugees in Libya e dalle comunità tunisine. Le testimonianze dirette parlano di una serie di partenze di massa dal porto di Sfax durante i peggiori giorni della tempesta. Molte delle imbarcazioni, secondo le Ong, non sarebbero mai rientrate.

Secondo Mediterranea, «la cifra dei dispersi potrebbe raggiungere quota mille», un numero che farebbe di questo naufragio la più grave catastrofe migratoria degli ultimi anni nel Mediterraneo. L’organizzazione sottolinea anche come tale stima superi di gran lunga i dati ufficiali forniti dalle autorità marittime europee, fermi al 24 gennaio, che segnalavano 380 persone disperse.

Sul campo, le informazioni raccolte dalle varie Ong indicano che decine di barche sono salpate da Sfax sfidando il maltempo. In molti casi, di quelle imbarcazioni non si è più avuta notizia. Le autorità maltesi hanno confermato il ritrovamento di diverse salme in mare, mentre la nave Ocean Viking ha sbarcato a Siracusa il corpo di una donna, recuperato in area SAR maltese.

L’insieme di questi elementi, spiegano le associazioni, suggerisce che le dimensioni della tragedia potrebbero essere di gran lunga superiori rispetto alle cifre finora ufficializzate da Bruxelles e dai Governi nazionali.

Durissima la reazione della presidente di Mediterranea, Laura Marmorale, che parla di «inazione agghiacciante» da parte dei Governi di Italia e Malta. Secondo Marmorale, si tratterebbe di un tentativo di «nascondere il fallimento delle politiche migratorie e della cooperazione con Libia e Tunisia», proprio mentre si preparano nuovi provvedimenti restrittivi sul tema dell’immigrazione.

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