Niscemi, crollo della collina una catastrofe annunciata

 

Palermo, 28 Gennaio 2026 – Momenti difficili a Niscemi (CL) dove la collina continua a scivolare verso la piana di Gela trascinando con sé non solo le abitazioni dove, secondo gli esperti, i residenti non potranno mai più fare ritorno, ma anche i ricordi e intere esistenze.

Il fronte della frana della collina si è esteso per 4 chilometri lasciando senza casa oltre 1.500 persone come confermato dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano al termine di un sopralluogo che non ha lasciato spazio a fraintendimenti: «l’intera collina di Niscemi sta cedendo e per molti non sarà possibile il rientro in casa». La situazione è talmente delicata che gli stessi vigili del fuoco trovano difficoltà nel muoversi sul territorio della frana.

Un territorio inascoltato

Le immagini e le testimonianze della popolazione raccontano una fragilità di un territorio che chiede di essere ascoltato da tempo. Quanto accade infatti non è una prima assoluta, già nel 1997  una frana devastò alcuni quartieri, come confermerebbero anche le dichiarazioni di Giuseppe Collura, referente di Sigea, il quale afferma che «la parte terminale del movimento della frana coincide con quella dell’ottobre del 1997». Non solo, a sottolineare la fragilità del terreno sotto Niscemi, ci sarebbero, a detta di geologi e protezione, alcuni documenti che parlano di fatti risalenti al 1790.

Atri eventi sono accaduti in epoca più recente come quella del 2022 quando una relazione tecnica parlò di “pericolosità elevata” e l’anno successivo quando si predisposero alcuni interventi di risanamento mai effettuati.

Tajani: «Intervenire come in l’Emilia-Romagna»

Mentre a Palermo l’Assemblea regionale chiede che i fondi per il Ponte sullo Stretto siano destinati alla ricostruzione, il presidente della Regione Renato Schifani assicura che si occuperà (la Regione) del ricollocamento delle famiglie che hanno perso tutto.

Ieri dalla Farnesina il ministro degli Esteri Antonio Tajani in occasione dell’evento dedicato alla promozione dell’export italiano nel Mondo, ha dichiarato che di concerto con il direttore generale per la Crescita e la promozione delle esportazioni, Mauro Battocchi e gli assessori di Sicilia, Sardegna e Calabria (colpite dal maltempo), si interverrà come fatto per l’alluvione dell’Emilia-Romagna e della Toscana «per capire come meglio intervenire».

Contestualmente giunge la conferma dello stanziamento di una prima tranche di 100milioni di euro dal Governo «in attesa di valutare l’entità reale dei danni» sottolinea Tajani.

 

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