New York, 28 Gennaio 2026 – Il Medio Oriente torna a tremare sotto il peso di parole pesanti, movimenti militari imponenti e un clima internazionale che sembra ormai oscilla come una mina impazzita tra minacce e appelli alla prudenza. Le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, diffuse su Truth Social, in merito all’invio di una “massiccia armata a stelle e strisce” in Iran hanno riacceso un allarme che sembrava sopito solo in superficie.
“Spero che vorranno fare un accordo” si augura il presidente sottolineando che a guida dell’armata ci sarebbe la USS Abraham Lincoln, al centro di una flotta descritta come più grande e più potente di quella inviata in passato in Venezuela. Le forze americane sono “pronte, disposte e in grado di compiere la loro missione con rapidità e, se necessario, con violenza”, prosegue quello che a tutti gli effetti suona come un ultimatum. L’Iran deve tornare al tavolo dei negoziati e accettare un accordo “giusto ed equo”, soprattutto privo di qualsiasi ambizione nucleare.
Trump ha ricordato l’“Operazione Midnight Hammer”, un’azione militare che, nelle sue parole, avrebbe inflitto “una grande distruzione all’Iran” dopo il mancato accordo precedente. Il monito è diretto: “Il prossimo attacco sarà molto peggiore. Non lasciate che accada di nuovo”.
Europa invita alla prudenza
Mentre negli Usa la pressione aumenta inesorabilmente ”Europa lancia un appello che invita le parti a evitare un’escalation e richiama alla prudenza e al rispetto del diritto internazionale, lasciando spazio alla diplomazia piuttosto che alle armi. Anouar El Anouni, portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, interviene sul dibattito internazionale portando all’attenzione come una eventuale escalation tra Usa e Iran potrebbe avere delle «gravi conseguenze e ripercussioni sulla stabilità dell’intera Regione», allo stesso tempo non si sbilancia su ipotetici scenari.
L’Arabia Saudita, attraverso una comunicazione ufficiale riportata dalla Saudi Press Agency, ha assicurato al presidente iraniano Masoud Pezeshkian che non permetterà l’uso del proprio territorio, del proprio spazio aereo o delle proprie acque per operazioni militari contro l’Iran.
Una posizione che si aggiunge a quella già espressa dagli Emirati Arabi Uniti, creando un fronte arabo che, almeno sul piano formale, rifiuta di essere coinvolto in un eventuale attacco statunitense. Nel corso di una telefonata tra i due leader, Mohammed bin Salman ha ribadito il sostegno saudita a ogni iniziativa diplomatica che possa ridurre le tensioni e favorire stabilità nella Regione. Dal canto suo, Pezeshkian ha dichiarato di essere pronto a sostenere qualsiasi processo che possa prevenire un conflitto aperto.