New York, 26 Gennaio 2026 – La città di Minneapolis torna a tremare per la morte di Alex Pretti, infermiere 37enne ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), in un episodio che ha riacceso le tensioni profonde nel Paese.
Tra gli attivisti e le istituzioni che chiedono chiarezza, anche la National Rifle Association (Nra), la più nota associazione pro-armi storicamente vicina ai repubblicani e a Trump, chiede un’indagine completa sulla vicenda che ha portato alla morte di Pretti, evidenziando che l’uomo aveva tutto il diritto di portare con sé un’arma da fuoco, come sancito dal Secondo emendamento e invita a non trarre conclusioni affrettate.
Nra contro il procuratore della California
La richiesta, da parte della National Rifle Association sul caso Pretti, giunge in seguito alle dichiarazioni di Bill Essayli, procuratore federale ad interim della California, nominato nel 2025 dal presidente statunitense Donald Trump, che sui social affermava che “avvicinarsi alle forze dell’ordine con una pistola comporta un’alta possibilità che gli agenti reagiscano”. La dichiarazione ha acceso il dibattito pubblico, con la Nra che ritiene “pericolose e sbagliate” le affermazioni di Essayli accusandolo di generalizzare demonizzando i cittadini che possiedono armi. Anche la Gun Owner of America condivide le critiche della Nra ribadendo che la legge in alcun modo consente agli agenti federali di sparare a chi possiede legalmente un’arma, in particolar modo se non rappresenta una “immediata minaccia”.
Newson: «Situazione fuori controllo»
Mentre a Minneapolis e non solo proseguono le proteste contro la brutalità degli agenti dell’Ice, il governatore della California Gavin Newsom dichiara che «se anche la National Rifle Association ritiene che un funzionario del dipartimento della Giustizia sia andato oltre, vuol dire che la situazione è realmente sfuggita di mano». Questione che ha portato lo stesso Essayli a cercare (invano) di aggiustare il tiro. A rendere il quadro più teso, anche Bill Clinton che accusa direttamente l‘amministrazione Trump di «mentire agli americani» e lancia un appello al Paese affinché non creda a ciò che gli viene detto.
Nel frattempo dalla Casa Bianca Donald Trump, che continua a giustificare le azioni dell’Ice, intervistato dal Wall Street Journal lascia intendere che potrebbe prendere in considerazione un parziale ritiro dell’Ice senza però fornire dettagli.